Il Tirreno

Lucca

Nella casa delle gemelle cosplayer: «Vi raccontiamo un mondo magico»

Federica Scintu
Nella casa delle gemelle cosplayer: «Vi raccontiamo un mondo magico»

Francesca e Cristina, 30 anni, spiegheranno sul Tirreno cosa c’è dietro alla realizzazione degli abiti

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LUCCA. Francesca e Cristina Flotta. Gemelle. Trent’anni. Di Marlia. Un’anagrafica serrata che vale per 360 giorni l’anno: negli altri cinque - che poi coincidono con l’immancabile appuntamento del Lucca Comics & Games - le due sorelle cambiano “identità” vestendo i panni, in ciascuna edizione, di un personaggio diverso. Francesca e Cristina, anche più volte all’anno in realtà, si trasformano in cosplayer e lavorano sodo per questa “metamorfosi” che ha aperto loro le porte di un mondo magico che fino al 2009 non credevano esistesse. Un passpartout della fantasia che hanno in mano da dieci anni e a cui non hanno alcuna intenzione di rinunciare. Anzi.

Tutto è cominciato con l’acquisto di vestiti e accessori già pronti ma fin da subito Francesca e Cristina, diplomate al liceo artistico Passaglia di Lucca e poi allieve della scuola internazionale di Comics a Firenze, hanno capito che per entrare “con tutte le scarpe” nell’arte del “costume play” avrebbero dovuto rimboccarsi le maniche e imparare che so, a cucire ma anche a scartavetrare piuttosto che a modificare parrucche e a modellare armature e mantelli alati. Ogni anno una sfida diversa e ora che hanno maturato un po’ di esperienza - pur trattando questa passione come un hobby fra tanti altri - riescono a realizzare anche due costumi all’anno a testa.

A partire da questa settimana, Francesca e Cristina diventeranno le protagoniste di una rubrica a puntate del Tirreno. Si chiamerà “CosWriter” e non sarà altro che il diario di bordo delle due cosplayer che ci porteranno alla scoperta di questo mondo affascinante. Dietro ai personaggi che incontriamo per le strade di Lucca durante la fiera internazionale del fumetto e a cui non possiamo che scattare una foto ricordo, c’è un backstage fatto di tanto lavoro, impegno e creatività. Ci sono ore passate a progettare, altre a modellare, e moltissime a imparare. Quest’anno le gemelle Flotta vestiranno i panni di due personaggi del videogioco “League of Legends”: Francesca sarà Lux, Cristina invece sarà Morgana.

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«In casa abbiamo creato una stanza-studio nella quale ci chiudiamo tutte le volte che dobbiamo lavorare a un costume - raccontano - c’è una macchina da cucire, un divano, la consolle perché siamo appassionate di videogiochi, una scrivania a testa e l’armadio con tutti i vestiti e gli accessori che abbiamo realizzato in questi anni. Per noi è una stanza relax». In dieci anni di attività amatoriale come “sarte cosplay”, Francesca e Cristina hanno prodotto in tutto una cinquantina di abiti. Li tengono lì, ogni tanto li riutilizzano nelle varie fiere del settore ma per loro rappresentano soprattutto una grande soddisfazione: l’obiettivo raggiunto. «La prima volta che siamo state al Lucca Comics era il 2000 - spiegano - e la manifestazione era ancora alle Tagliate. Nel 2009, quando abbiamo indossato il primo costume, quello di due personaggi di Death Note, un fumetto giapponese, non sapevamo nemmeno attaccare un bottone. Questa prima esperienza ci ha aperto un mondo. Siamo entrambe timide e il mondo dei cosplayer ci ha aiutate. Nel 2009 non era ancora semplice trovare il materiale: eravamo state nei mercatini dell’usato e poi il resto l’avevamo preso su internet».

Da qui è cominciato un periodo di formazione da autodidatte: Francesca e Cristina “smanettano” fra tutorial online in inglese, ancora generici al tempo, e fanno pratica di cucito. Per il 2010 vogliono partecipare ai Comics con un costume realizzato interamente da loro. E ci riescono. «Nei primi anni per la realizzazione del costume impiegavamo anche un mese - dicono - ora, lo stesso abito, potremmo confezionarlo in una settimana». Così il livello della sfida comincia a salire: nel 2015 Cristina si trasforma in Ahri, altro personaggio di League of Legends; Francesca invece punta su un personaggio amatissimo dai bambini: il Pokemon Vaporeon nella sua versione “gijinka”, termine giapponese che significa “umanizzato”. Abiti complessi che richiedono mesi di fatica e che si portano dietro la solita domanda disfattista: ce la farò a terminarlo? «Quell’anno in effetti abbiamo osato - dicono - a noi le competizioni non piacciono, preferiamo goderci la manifestazione. Per un costume spendiamo all’incirca 150 euro che poi servono per i materiali visto che alla manodopera ci pensiamo noi altrimenti i costi salgono». Meno trenta giorni all’inizio dei Comics: per Lux e Morgana è partito il conto alla rovescia. 
 

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