Il Tirreno

Lucca

economia 

Chiudono le filiali di Banca del Monte all’Arancio e a Fornaci

Chiudono le filiali di Banca del Monte all’Arancio e a Fornaci

Il taglio contenuto nel piano per il salvataggio di Carige. Il personale uscirà con quota 100 o sarà ricollocato

2 MINUTI DI LETTURA





lucca. Il piano lacrime e sangue per salvare Carige colpisce anche la Banca del Monte di Lucca, controllata dal gruppo genovese: entro fine anno, infatti, chiuderanno i battenti due filiali dell’istituto di credito con sede in piazza San Martino.. Complessivamente sono 45 le voci contenute nella tabella intitolata “razionalizzazione network filiali” pubblicata in anteprima dal Secolo XIX. Di queste, 43 sono direttamente a marchio Carige (fra le toscane, quella di Camaiore e quella di Fivizzano), mentre le altre due sono per l’appunto quelle del Banca del Monte.

Nel dettaglio, si tratta della filiale dell’Arancio, nella traversa IV di viale Castracani e di quella di Fornaci di Barga, nella centralissima via della Repubblica.

È la prima volta che la crisi di Carige, che ormai va avanti da diversi anni tocca direttamente l’istituto di credito lucchese, entrato a far parte del colosso ligure nel 2000. Già a febbraio scorso si era parlato di un piano di chiusure dal quale però Lucca sembrava esclusa.

La situazione è cambiata nei mesi successivi e pochi giorni fa i commissari nominati dalla Banca centrale europea hanno presentato e fatto approvare dall’assemblea dei soci il piano di salvataggio necessario per evitare il default della banca.

Complessivamente arriveranno a Genova 900 milioni di euro, dei quali 700 con un aumento di capitale e agli altri duecento attraverso obbligazioni da emettere. Entro il 2022 è previsto anche che azionista di maggioranza del gruppo diventi Trentina Cassa Centrale Banca.

In tutto questo non è ovviamente secondaria la questione del personale. Nel piano di chiusure delle filiali sono coinvolti circa 150 dipendenti, ma non sono previste uscite “traumatiche”: dove possibile, infatti, verrà utilizzato lo scivolo garantito da quota 100, mentre per i rimanenti dipendenti saranno trovate strade interne, con ricollocazioni in altri uffici. A questi numeri si aggiungono altre 800 uscite su base volontaria oltre ai 450 durante la guida dell’ex ad Paolo Fiorentino.

Le prossime settimane saranno decisive per capire il futuro posizionamento di Bml nel “rinnovato” gruppo Carige. La nota positiva è che da Genova garantiscano che, dopo queste operazioni, non sono previsti altri tagli. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca