Sicurezza
Le “nozze d’oro” di Luciano con Ernesto Divisi su tutto, amici per sempre
Da mezzo secolo i due barbieri lavorano insieme in via Mordini: «Sembrava un matrimonio impossibile, ma siamo qui»
commercio
rossella lucchesi
Sono diversi in tutto. Uno è appassionato di automobilismo e l’altro vede soltanto biciclette da corsa. Il primo ama trascorrere il tempo libero in giro con gli amici, mentre l’altro preferisce stare in famiglia. Quanto alla politica, non ne parliamo, sono diametralmente all’opposto.
Agli antipodi anche dal punto di vista caratteriale. Più tranquillo e pacato il più giovane, effervescente e un po’ irrequieto il più maturo. Di motivi per litigare ce n’è in abbondanza, un po’ come avveniva in “Casa Vianello” per Sandra e Raimondo. Eppure, da cinquant’anni trascorrono insieme le giornate in quel negozio di via Mordini che è un po’ un luogo di ritrovo di cittadini comuni e personaggi di spicco della politica, dell’imprenditoria, dello sport e di tutti gli ambiti professionali «ma è anche luogo dei pettegolezzi e delle maldicenze, commentano, perché qui si parla e si sparla di tutto e di tutti, dal mattino alla sera».
Chi legge avrà senz’altro capito che stiamo parlando della barberia di Ernesto Bianchi e Luciano Lazzareschi, una delle attività più “agé” di Lucca, dove sono passate quattro generazioni di lucchesi, molti dei quali ancora adesso frequentano regolarmente il negozio per fare barba e capelli. E, diciamolo, per ascoltare i gossip della città e scambiarsi battute goliardiche e grossolane.
Poco importa se ad ascoltare c’è una signora, Dania Bianchi, figlia di Ernesto e apprezzata “barbiera” approdata in negozio nel 1987 e in seguito entrata in società col padre e con Luciano la quale, quando i due litigano, per non sentirli scappa nel retrobottega. Poi, come sempre, tutto rientra, perché l’amicizia vince su tutto.
«Sembrava un “matrimonio” impossibile il nostro, ma dopo cinquant’anni insieme, litigi e riappacificazioni, siamo ancora qui» dice Luciano che ci ha interpellato per ricordare le sue “nozze d’oro” con l’amico e collega e raccontarci cinque decenni l’uno al fianco dell’altro.
«Ma che festa è questa! Neppure un brindisi o un pasticcino, non ti vergogni»? sbotta Ernesto, interrompendo la nostra conversazione. «È sempre agitato e brontolone, commenta Luciano, vuole sempre avere ragione e pretende di decidere anche per me che avevo pensato a un rinfresco per festeggiare, ma lui si è opposto, perché avrebbe voluto decidere data e locale e così non ne ho fatto di niente».
Battibecchi e discussioni «su tutto, precisano, ma mai per lavoro» non sono comunque mai riusciti a scalfire l’amicizia profonda che lega i due barbieri che non pensano assolutamente di appendere al chiodo pettini e rasoi.
«Se la salute ci assiste e le pasticche funzionano, dicono, andremo avanti ancora per molto, perché questo negozio è la nostra vita».
Risale al 1967 l’incontro tra i due, alla discoteca Lanternina di Fornoli, dove entrambi avevano trascorso la serata con le rispettive comitive di amici. Luciano, all’epoca 18enne, era rimasto a piedi ed Ernesto che aveva dieci anni di più, si offrì di accompagnarlo a casa. Strada facendo scoprirono che facevano lo stesso mestiere. Luciano lavorava da quando aveva 12 anni in una barberia di Lammari, dove risiedeva. Anche Ernesto aveva iniziato alla stessa età a Gragnano e, da poco aveva trasferito la barberia da via delle Chiavi d’Oro alla sede attuale, dove propose al giovane collega di collaborare.
«Accettai immediatamente, dice Luciano, perché scoprii che sopra il negozio c’era la succursale della scuola professionale Einaudi, con un bel viavai di studentesse che durante la ricreazione si affacciavano alla finestra. Non potevo chiedere di meglio».
Un anno di apprendistato, poi 15 mesi di militare a Caserta e al ritorno Luciano entrò in società con Ernesto. Era il 1973, l’inizio di un sodalizio che li ha visti condividere vacanze, festività, nascite e matrimoni con le rispettive famiglie che ancora oggi continuano a frequentarsi. Dei figli, tutte femmine, soltanto Dania ha deciso di seguire le orme paterne. La sorella Silvia, e Alessia, figlia di Luciano, hanno preso altre strade. —
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