Gioco
Kedrion impegnata contro la malattia emolitica del feto
barga. Centocinquantamila morti neonatali ogni anno sono ancora oggi causate da un’incompatibilità tra il gruppo sanguigno (Fattore Rh) della madre e quello del feto, assolutamente prevenibile e infatti quasi del tutto scomparsa nei Paesi sviluppati grazie a una profilassi messa a punto oltre mezzo secolo fa. Per combattere la malattia emolitica nel feto (bastano due iniezioni di immunoglobuline) anche nei paesi a medio e basso reddito, anche Kedrion sta dando il suo importante contributo.
Nel 2018, in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del primo utilizzo della profilassi per la prevenzione della malattia, Kedrion Biopharma ha supportato una campagna educazionale a livello globale, nata con l’obiettivo di migliorare la conoscenza della patologia.
Ora un nuovo impegno, con il futuro che comincia a Firenze dove si è tenuto ieri il secondo simposio annuale all’Istituto degli Innocenti. In questa occasione è stato lanciato WIRhE (Worldwide Initiative for Rh disease Eradication), un soggetto no profit, nato a New York sotto gli auspici di Columbia University e di cui Kedrion è tra i principali sostenitori.
A WIRhE aderiscono numerosi scienziati, medici e cooperanti da molte parti del mondo: oltre a Columbia University, la FIGO, il Sick Kids, le principali società italiane impegnate nella salute materno fetale e numerosi opinion leaders di Paesi in cui il problema risulta ancora oggi molto rilevante (Nigeria, Federazione Russa, Cina, Stati Uniti, Pakistan, Ghana).
L’obiettivo, che Kedrion si impegna a sostenere nel tempo, è quello di lavorare con medici, governi e associazioni no profit per permettere al maggior numero possibile di donne in ogni parte del mondo di avere accesso alla profilassi Anti-D.
All’interno dell’evento è stata assegnata al Professor Giuseppe Remuzzi, Direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, la 4ª John Gorman Lecture, conferenza internazionale in Medicina Trasfusionale intitolata al Professor John Gorman, pioniere della profilassi Anti-D, e resa possibile grazie al sostegno di Kedrion Biopharma. «Siamo particolarmente orgogliosi dell’appuntamento di oggi - ha dichiarato Paolo Marcucci, Presidente e AD di Kedrion -. Quando abbiamo dato avvio al nostro impegno in quest’ambito non avevamo idea di quanto lontano ci avrebbe portato». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google