Sicurezza
Pasticcio giustificazioni Non tutti i dirigenti concordano col ministro
lucca. Finita la protesta è tempo di... giustificazione. Oggi gli studenti lucchesi infatti, torneranno regolarmente in classe ma con un’incognita: il professore accetterà come motivo della giustificazione dell’assenza lo sciopero del clima? Nonostante la circolare-salvagente del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti infatti, le scuole non sono obbligate a recepire le indicazioni che arrivano dal Miur. Dal canto suo l’ufficio scolastico territoriale di Lucca non ha dato alcuna disposizione in merito. Quindi la patata bollente resta in mano ai dirigenti ai quali oggi spetterà decidere se accettare o meno le giustificazioni dell’assenza motivata con la partecipazione allo sciopero. E la sensazione è che fra loro ci sia indecisione con diversi dirigenti che sarebbero invece intenzionati a respingere questo tipo di giustificazione. Nella circolare del ministero del’Istruzione, dedicata nello specifico alla partecipazione degli studenti al terzo Global Strike sul tema dei cambiamenti climatici, si legge che «il ministro, esprime l’auspicio che le scuole, nella propria autonomia, possano considerare l’assenza degli studenti nella giornata del 27 settembre motivata dalla partecipazione alla manifestazione, utilizzando le ordinarie modalità di giustificazione delle assenze adottate dalle stesse scuole. Si invitano inoltre i collegi dei docenti a valutare che tale possibilità non incida sul numero massimo delle assenze consentite dal monte ore personalizzato degli studenti, stante il valore civico che la partecipazione riveste». «Può essere che ci siano anche dei dirigenti che non la accetteranno - spiega Donatella Buonriposi - non so come andrà scuola per scuola però, di fronte a una circolare di questo tipo, non si può non tenere conto del fatto che comunque il dirigente ha una responsabilità. Se succede qualcosa a uno studente è lui il responsabile. In più alla manifestazione hanno partecipato anche molti minorenni. Quindi è giusto che ogni preside decida nella propria autonomia. Se giustifichiamo l’assenza per lo sciopero allora non si dovrebbe più parlare di sciopero ma di didattica vera e propria». —
F.S.
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