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Vertenza Cartiera Pieretti, sale la tensione
Bindocci e Venturi: «Affitto d’azienda fatto male e senza progetto. Il percorso deve essere serio e i lavoratori vanno tutelati»
CAPANNORI. Vertenza Pieretti, cresce l’apprensione. Dopo lo sciopero dei giorni scorsi i sindacati esprimono preoccupazione per il futuro dei lavoratori dell’azienda di via Masini a Marlia. . «Una situazione paradossale», evidenziano in una nota Scl-Cigl e Rsu. La Cartiera Pieretti ha depositato la richiesta di concordato in bianco, accettata dal tribunale il 26 agosto scorso, allegando un contratto d’affitto con una nuova società nata da poco, la Cama srl. «Accordo che sarebbe dovuto decorrere dal 9 settembre: stabiliva il passaggio diretto di tutti i rapporti di lavoro, salvo poi prevedere clausole risolutive, tra le quali la mancata riduzione del numero dei lavoratori e delle retribuzioni, da attuarsi tramite accordo sindacale - evidenziano i rappresentanti dei lavoratori - Le aziende interessate hanno lasciato passare questa data e successivamente solo Cartiera Pieretti ha incontrato sindacato e Rsu nello studio del commissario giudiziale, sostenendo, anche per conto di Cama, che quel contratto sarebbe entrato in vigore solo se i lavoratori avessero accettato le loro condizioni, sovvertendo di fatto quanto depositato in tribunale».
«Un'impostazione inaccettabile – dicono la Slc-Cgil e le Rsu – se volevano risolvere il contratto dovevamo farlo con un altro atto notarile da depositare in tribunale e convocarci per informarci delle condizioni e del piano industriale di Cama per garantire continuità all’attività aziendale». Le organizzazioni sindacali denunciano «la mancanza di una parte della retribuzione degli ultimi due mesi e la decisione di tenere a casa i lavoratori in ferie forzate senza retribuzione, la modifica delle disposizioni di lavoro e degli orari dei lavoratori, già duramente provati da una situazione che si sta trascinando da più di un anno. Ad oggi ci troviamo in questo limbo senza risposte alle nostre legittime istanze. La risposta alla sciopero è stata di fermare la produzione da giovedì. La direzione se ne è andata, senza lasciare disposizioni ai lavoratori, e un programma affisso in bacheca che prevede i turni per la prossima settimana. Intanto si sarebbe dovuta depositare in tribunale la relazione mensile per informare il giudice sull’andamento dell’azienda e la gestione della sua continuità. Che cosa sarà stato scritto?».
Sulla vertenza intervengono anche Paolo Venturi e Massimiliano Bindocci (Uilcom Uil) dopo l'incontro nello studio del dottor Luca Citti, commissario giudiziale della cartiera. «La sensazione è che si voglia complicare una procedura di concordato con un affitto di azienda fatto male e senza un progetto industriale serio. Per una serie di errori è stato invece comunicato che il contratto sarà rescisso per rifarlo e auspichiamo tenendo conto delle norme di legge. Nell'affitto di ramo di azienda era inserito, come condizione, il passaggio di solo 14 dipendenti con stipendi da ridurre al minimo. Attualmente i dipendenti sono 23 perché molti sono andati via. Proposta inaccettabile». La richiesta della Uil è di riprendere la «produzione del sito: «Se c'e necessità valuteremo esodi incentivati volontari e gestione di qualche esubero. Ma il percorso deve essere credibile. Una cartiera che lavora 5 giorni a settimana non può avere 14 persone a stipendio ridotto».
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