Sicurezza
Tanti laboratori pensati per la curiosità dei bambini
lucca. Dalle bolle di sapone alla notte dei ricercatori viventi tra zombie e scienziati, dal gioco che non è solo gioco, all’esplorazione del cervello, l’organo più strabiliante del nostro corpo. L’edizione 2019 di Bright Lucca è dedicata in particolare a loro, i bambini. Scienziati di domani? Ricercatori in erba? Forse, ma non necessariamente. L’intento è soprattutto quello di crescere adulti consapevoli e curiosi.
«Crediamo fortemente che la presenza pervasiva della scienza e della tecnologia nel mondo di oggi rendano fondamentale compiere uno sforzo verso un’educazione scientifica che prepari le nuove generazioni, ed è giusto che questo sforzo provenga anche da chi la ricerca scientifica la fa. Il nostro è un piccolo tentativo di offrire ai bambini una visione dell’attività scientifica che passi attraverso la meraviglia di fronte a concetti che spingono il nostro pensiero ‘sempre più in là, nella convinzione che questa sia la chiave per crescere adulti curiosi e consapevoli», spiega Alice Martinelli, dottoranda in Cognitive, Computational and Social Neurosciences della Scuola IMT. Alice, assieme ad altri dottorandi e ricercatori – Alessandra Rampinini, Demetrio Grollero e Marta Lancione – cura il laboratorio “Un pomeriggio alla scoperta del cervello”, suggerito per i bambini a partire dai 6 anni, alle 18, nel Refettorio di San Francesco. “Il focus del nostro laboratorio sarà sulle illusioni percettive, che si verificano quando il nostro cervello interpreta in modo sbagliato un’immagine che stiamo guardando o un suono che stiamo udendo. Le illusioni sono particolarmente sorprendenti per i bambini perché permettono loro di capire come anche i nostri sensi possano ingannarci quando il cervello fa fatica a capire quello che vede o quello che sente». Ecco qua, un’attività che farà divertire i nostri figli cominciando a scoprire il funzionamento di quella “testolina” che permette loro di fare tutto. «Per fare un esempio, sapere che il nostro cervello viene idealmente suddiviso in 4 grandi sezioni, i lobi cerebrali, e che ogni lobo presiede a funzioni specifiche, può essere ricordato molto più facilmente dai bambini realizzando un cappellino di carta che lo rappresenti!».
Un’altra proposta di “Bright bambini”, per così dire, sono le bolle di sapone, un evergreen. Ma diverso è guardare le bolle di sapone roteare nel vento, diverso è capire come e perché lo fanno. «Le bolle di sapone hanno sempre affascinato grandi e piccini. Quello che ci proponiamo è intrattenere i primi con gli aspetti più intriganti del fenomeno, che comprendono interessanti meccanismi legati alla matematica, all'ottica, alla termodinamica e alla statica dei fluidi, e i secondi con forme incredibili, giganti superfici iridescenti e bolle che, con l'aiuto di un ingrediente segreto, sfideranno le leggi della fisica», racconta Jacopo Bonari, dottorando in Computer Science and Systems Engineering. Assieme ad altri due compagni, Maria Rosaria Marulli e Deison Teixeira Préve, Jacopo stupirà bambini e non solo con “Le bolle di sapone: dal gioco alla scienza”, alle 17 in Sala Canova.
Diversi laboratori, tutti giochi: e proprio sulla parola gioco, si concentra l’attività organizzata da Tatiana Celadin e Roberto di Paolo, dottorandi in Economics, Networks and Business Analytics. Perché giocare, lo sappiamo, è un’attività semplice solo in superficie: il gioco è divertimento e passione, interazione e condivisione, esperienza, comunicazione e molto altro ancora. «”È più di un gioco” – spiega Tatiana - crea un ambiente in cui, attraverso l'attività ludica, i bambini possono non solo divertirsi, ma anche e soprattutto imparare comportamenti virtuosi». Il laboratorio, in collaborazione con Lucca Crea, alle 18 in Aula 2, «è un vero e proprio centro di ricerca», aggiunge Roberto. «In questo scenario i ragazzi verranno a contatto soprattutto con il mondo della ricerca legata al gioco». —
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