Il Tirreno

Lucca

CONDANNA CONFERMATA IN APPELLO  

Massacrò e uccise a bastonate i tre gatti della convivente

Luca Tronchetti
Massacrò e uccise a bastonate i tre gatti della convivente

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LUCCA. Con crudeltà e procurando loro indicibili sofferenze uccide 3 gatti della convivente. La Corte d’Appello di Firenze conferma in toto la condanna in primo grado del giudice del tribunale di Lucca, Alessandro Dal Torrione. Un anno e 6 mesi di reclusione nei confronti di Giovanni Iannella, 46 anni, origini campane, accusato di uccisione di animali e finito ai domiciliari. Un processo in cui si era costituita parte civile l’insegnante proprietaria dei gatti e la Lav (Lega Anti Vivisezione) difesi all’avvocato Alessia Scaglione. La donna aveva chiesto 3mila euro di risarcimento mentre la Onlus un euro a titolo simbolico. Risarcimenti solo sulla carta perché l’imputato - con precedenti di polizia per reati contro la persona - non ha un lavoro fisso ed è nullatenente. Resta l’orrore per l’accanimento, le sevizie e la violenza perpetrata nei confronti dei tre mici: Grigiolino, un maschio di 11 anni, Nera, una femmina anche lei di 11 anni - entrambi trovati morti dalla padrona di casa - e Nuvola, una gatta di 14 anni dal pelo bianco, deceduta a distanza di qualche settimana.

La vicenda risale al 7 settembre 2015 quando l’insegnante torna a casa alle 15.30 e trova la gatta Nuvola con i tendini delle zampine tagliati e il sangue sul tappeto. Si mette alla ricerca degli altri due gatti e li trova morti sotto mobili di cucina. Con l’aiuto di alcune vicine sistema la gatta Nuvola in una gabbietta e la porta dal veterinario. Stando al racconto del medico degli animali i due gatti morti avevano lesioni al torace, costole fratturate ed entrambi la frattura della colonna vertebrale. Lesioni riferibili a bastonate. L’unica persona presente quella mattina in casa dell’insegnante era il convivente. Ma la prova che ha inchiodato l’imputato è relativa al ritorno a casa, dopo le cure dal veterinario, della gatta Nuvola. Si era ripresa e ricominciava a stare ritta sulle zampine. Ma il 12 Iannella è rimasto solo in casa con la micia e al ritorno della donna la gatta era nuovamente stata ferita alle zampe. A quel punto non c’era più nulla fa fare e il 18 settembre il veterinario è stato costretto a procedere all’eutanasia. —
 

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