Il Tirreno

Lucca

L’udienza preliminare  

Furti della banda degli albanesi: due a processo, due latitanti

G.P.
Furti della banda degli albanesi: due a processo, due latitanti

Sono accusati di nove colpi messi a segno nella Piana nella primavera 2018. Cenaj e Gjoka mandati a giudizio, mentre Nuzi e Kula sono irreperibili

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Lucca. Banda degli albanesi, due membri mandati a processo, mentre altri due restano irreperibili. Martedì mattina nel tribunale di Lucca si è tenuta l’udienza preliminare del procedimento a carico della banda di albanesi che nella primavera del 2018 mise a segno nove furti in case, appartamenti e auto nella Piana di Lucca. Gli imputati erano quattro: Renato Cenaj, 21 anni, residente in Lucchesia; Robert Gjoka, 29 anni compiuti ieri, residente a Pistoia e i due latitanti, entrambi di 22 anni, Aurel Nuzi e Emiljano Kulla. Il capo della gang, Flori Sejdini, 27 anni, residente a Montecatini è già rinchiuso nel carcere di La Spezia dove sta scontando una pena a 3 anni e 6 mesi di reclusione (vedi box). . Dodici le parti offese interessate al procedimento: operai, impiegati, professionisti e casalinghe residenti nella Piana e vittime del raid della gang dell'Est Europa. Stando agli inquirenti Gjoka, Nuzi e Kulla sono accusati di furto aggravato commesso in un'abitazione Segromigno in Piano nel marzo 2018. In quella circostanza i tre albanesi s'introdussero in casa e asportarono un borsello fuggendo poi con un furgone di proprietà del padrone di casa. Cenaj e Nuzi, in concorso con Sejdini, aggredirono e minacciarono una coppia della Piana che li aveva scoperti all'interno della loro casa. Nella stessa giornata danneggiarono il sistema d'allarme e l'illuminazione esterna di una casa a Segromigno non riuscendo a compiere il furto perché messi in fuga dall'antifurto collegato con i carabinieri e cercarono di sfondare la porta di una villetta a Zone per rubare non riuscendo nel loro intento. Il terzetto venne poi inseguito da una pattuglia dei carabinieri del radiomobile e la folle corse terminò sulla via Pesciatina a Gragnano con i banditi che speronano l'auto dei militari costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso e fuggono a piedi attraverso i campi circostanti lasciando in mezzo alla carreggiata la Renult Clio rubata a Pescia al cui interno viene trovata e recuperata numerosa refurtiva. Cenaj e Nuzi sono accusati anche di ricettazione perché nell'utilitaria vengono rinvenuti il portatile Toshiba, un hard disk e accessori provento di furto commesso il 25 marzo nella casa della proprietaria dell'utilitaria. E poi ancora un tablet Apple IPad, un IPhone, un'ascia e una macchina fotografia reflex rubate da una villetta a Pescia il 24 marzo 2018; un IPhone Apple provento di furto commesso in un'abitazione a Cascina 24 ore prima dell'inseguimento dei carabinieri.

Lunedì mattina il giudice Trinci ha disposto il processo per Cenaj e Gjoka: l’istruttoria si aprirà il 21 gennaio. Per Nuzi e Kulla, attualmente irreperibili, il giudice ha fissato una nuova udienza preliminare per il 14 gennaio. —

G.P.

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