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Lucca

Pinturicchio, nel gioiello del Giannotti è partita la caccia al fondo libero

Gianni Parrini
Pinturicchio, nel gioiello del Giannotti è partita la caccia al fondo libero

In viaggio con Fabrizio Betti nella nuova galleria in cui stanno approdando boutique, attività di ristorazione e molto altro

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Non chiamatelo centro commerciale: sareste fuori strada. Il Pinturicchio è molto di più: uno spazio di socialità dove bere un caffè con gli amici o usufruire gratuitamente di una connessione Internet; una casa della cultura per la presentazione di libri e mostre; uno shopping center con boutique, bar e ristoranti e persino una “sala del whist” di dickensiana memoria in cui giocare a carte e bere whisky. La creatura ideata e battezzata dal poliedrico Fabrizio Betti sta emettendo i suoi primi vagiti in quel di borgo Giannotti: il 12 settembre c’è stata l’inaugurazione che ha messo la parola fine ai lavori durati quattro anni e mezzo. «Uno più del previsto – spiega Betti – Il risvolto bello di questo ritardo è che mi ha permesso di partecipare in maniera ancora più attiva alla creazione. Da tempo stavamo lavorando al progetto di recupero di quest’area di 2.700 metri quadrati in cui sorgevano le ex carrozzerie Marraccini e Carrara– racconta Betti – Ma quando gli architetti mi hanno presentato i primi rendering sono stato abbastanza esplicito: «Non mi piace», ho detto loro aggiungendo che avrei voluto qualcosa di molto diverso. “Ma così perderai i metri quadri”, hanno ribattuto». Ecco il punto: a Betti non interessano solo soldi e profitto. In mente ha un disegno diverso, in cui suggestioni letterarie ed echi derivanti dalle arti figurative (il nome Pinturicchio) si riflettono in spazi ampli e luminosi, in pavimenti stile Guggenheim e in lampade di design. Questo è Pinturicchio: un microcosmo che mescola commercio e bellezza, tradizione e modernità. L’opera su cui Betti vuole lasciare un’ impronta.

«Questo luogo sopravviverà a me e ai miei figli – dice – Certo, ci saranno delle modifiche ma è un qualcosa che resterà». Resterà soprattutto grazie alla polifunzionalità con cui sono stati congeniati gli spazi: «L’abbiamo pensato come un Lego, montabile e rismontabile a piacimento. Le pareti possono essere spostate per riconfigurare gli ambienti così come i pavimenti galleggianti permettono di accedere facilmente ai servizi. Per questo motivo il progetto è ibrido: all’inizio i fondi erano 24, adesso sono un po’ meno perché alcuni conduttori hanno voluto ingrandirsi. Sono quasi tutti presi: diciamo che il 75-80% ha un conduttore, mentre per i pochi ancora liberi ci sono delle trattative. Costi? Un fondo di 30 metri quadrati viene circa 1.200 euro al mese, ma le spese di luce e acqua sono a carico nostro. Il conduttore paga solo il canone, il resto lo mettiamo noi». Una cifra ragionevole, considerando che nelle vie clou del centro storico girano ben altre cifre.

Ma cosa ci sarà dentro Pinturicchio? Lungo il perimetro esterno sorgono le attività di ristorazione: a fianco dello storico Gosto e Mea, da quattro mesi c’è Ichimi, che propone specialità della cucina asiatica. Sul lato della circonvallazione, invece, a breve sorgerà una steak house. Ad aprirla sarà Gianluca Bechini, già titolare della birreria Lowengrube sul viale Carlo del Prete. In più ci saranno anche un bar e la piadineria “L’angolo di Luna”, entrambi in fase di allestimento: il primo è di Paolo Laner, originario di Zurigo ma già titolare di un’attività in piazza San Giusto; la seconda sarà condotta da un imprenditore Ligure. Nel cortile interno del Pinturicchio ci sono la stanza della cultura (un auditorium di 400 metri per la presentazione di libri, mostre e concerti) e sull’altro lato un negozio di biciclette: «Si chiamerà Filgomma – spiega Betti –. Era il nome dell’azienda fondata da mio padre, produceva tappetini per auto. In poco tempo ebbero un successo tale da arrivare a farsi pubblicità su Carosello. Riproponiamo quel marchio ma passiamo dalle 4 alle 2 ruote». Il negozio di bici è in fase di allestimento e avrà alcune chicche al suo interno: sarà gestito da un 38enne russo, ex ciclista professionista, e ci sarà un innovativo sistema per il lavaggio automatico delle biciclette. Nella galleria, inoltre, troveranno posto l’arredamento con il punto vendita Berloni, un’agenzia immobiliare, un’enoteca “digitale”, l’outlet di un imprenditore che ha già un punto vendita ai Macelli, il negozio di borse Innocenti, la boutique Donna Toscana e il parrucchiere Cappini’s. —

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