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Utenza fantasma Il caso di Altopascio protagonista a Mi manda Rai Tre
Nessuno sa chi sia il gestore e l’elettricità viene staccata Per l’Aduc ci sono gli estremi per chiedere un risarcimento
ALTOPASCIO.“Il mistero del gestore”: è stata intitolata così dalla trasmissione “Mi manda Rai Tre” l’assurda vicenda di Anna Maria D’Elia, la madre di Altopascio che da due anni combatte per poter pagare la bolletta dell’elettricità, ma che si trova davanti il muro di gomma di non sapere a chi farlo. Una storia di allucinante burocrazia che dalle pagine del Tirreno, che l’aveva raccontata lo scorso 4 settembre, è arrivata sino alla trasmissione condotta da Salvo Sottile. E ieri mattina la signora D’Elia ha raccontato in diretta l’incredibile storia che l’ha avuta protagonista, facendo di lei un utente fantasma. Una vicenda che si trascina da un paio di anni, da quando cioè la donna ha fatto un cambio di gestore per Luce e gas. E se per quanto riguarda il gas tutto era andato a buon fine, sul fronte energia elettrica, dopo mesi di attesa inutile delle bollette, si è scoperto che il passaggio non era stato registrato.
La famiglia della donna non risultava essere utente del nuovo gestore ma, al tempo stesso, non risultava nemmeno essere più utente del vecchio. Una sorta di terra di nessuno, dalla quale la donna ha cercato di uscire in ogni modo, girando uffici, inviando raccomandate e mail, con telefonate continue, rivolgendosi a un avvocato. Tutto inutile. Nel frattempo, e siamo ad agosto 2019, le viene prima abbassata la tensione e poi, nell’arco di un paio di settimane, le viene tolta del tutto la fornitura di elettricità (e nella famiglia vivono anche due minori) e non – e qui sta l’assurdo – non avesse pagato la luce, ma perché nessuno sembrava volerla riscuotere. Una storia che ha lasciato sconcertato lo stesso presentatore e gli ospiti in studio.
Gli accertamenti hanno portato a scoprire che probabilmente tutto era stato originato da un banale errore di trascrizione. Niente di male, può capitare, ma quel che è apparso incredibile a tutti è che nessuno si sia preso la briga di approfondire la vicenda, di fare quel passo in più per cercare di scoprire che cosa era successo e come rimediare.
«Se c’è stato un errore di trascrizione c’è stato un responsabile – è stato il commento dell’avvocato Laura Cecchini, dell’associazione dei consumatori Aduc, presente in studio – certo è che il distributore, nel momento in cui io chiedo una verifica potrebbe anche venire all’abitazione e fare un controllo, così invece sono passati due anni, la signora ha avuto dei disagi e chi ha fatto l’errore dovrà corrispondere un risarcimento alla signora. Se invece dello scaricabarile ci fosse una risposta immediata anche i danni sarebbero limitati».
Come spiegato poi dal conduttore Salvo Sottile da parte dell’Acquirente Unico è arrivata la disponibilità a fare tutte le verifiche del caso. Staremo a vedere come andrà a finire. —
Luigi Spinosi
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