Sicurezza
Marlia ritrova la sua pieve sei anni dopo il terremoto
L’arcivescovo Paolo Giulietti e don Agostino Banducci hanno celebrato la messa della rinascita della chiesa di Santa Maria Assunta
CAPANNORI. Una grande folla sabato sera a Marlia ha salutato la riapertura della chiesa di Santa Maria Assunta. Una festa per tutta la comunità, non solo religiosa, che non si è mai arresa al terremoto che nel 2013 aveva danneggiato l’edificio, poi sottoposto a un intenso lavoro di ristrutturazione, durato quasi sei anni e costato circa un milione e ottocentomila euro. Niente più ponteggi e anche gli affreschi della volta sono stati riportati alla luce dalle mani delle restauratrici per fare tornare la chiesa al suo splendore.
Il momento solenne è stato quando l’arcivescovo Paolo Giulietti (che ha celebrato la messa con don Agostino Banducci) ha aperto i portali della chiesa restituendola, non solo simbolicamente, al paese. «Ci tengo a fare i complimenti ai parrocchiani – ha commentato il sindaco Luca Menesini – i che hanno contribuito a questo risultato sia con donazioni che credendoci, ogni giorno, con forza e passione, senza mai perdere la speranza. Un grazie anche alle fondazioni bancarie lucchesi e alla conferenza episcopale per aver finanziato la ristrutturazione, e a don Fulvio per aver avviato il percorso ed essersene occupato per un anno e a don Agostino che per cinque anni lo ha portato avanti concludendolo in modo egregio. Quello che facciamo è lo specchio della grande comunità che siamo».
Presenti alla celebrazione anche i presidenti delle due fondazioni bancarie cittadine, Marcello Bertocchini e Oriano Landucci e i rappresentanti della giunta e del consiglio comunale. La generosità e la caparbietà di tutta la comunità (con il coordinamento “rientriamo in chiesa”) e del suo parroco, don Agostino , hanno consentito di realizzare un intervento lungo e complesso, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio e in parte dalla Conferenza Episcopale.
L’ultimo sforzo è ora il mutuo da 700 mila euro fatto per completare l’opera, e per il quale proseguirà la catena di solidarietà che ha portato alla grande giornata di sabato. —
Nicola Nucci
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