Il dolore
Giro di assegni scoperti: sigilli a Sakura
Il ristorante giapponese di Altopascio tra i beni sequestrati a un fiorentino accusato di truffa e finito in manette
altopascio. Attraverso una società cooperativa, acquistava beni e servizi emettendo assegni bancari scoperti. Titoli che venivano tratti su diversi conti correnti di comodo, aperti nel tempo per ottenere i “carnet” di assegni utili ad acquistare auto, polizze assicurative, nonché notevoli quantità di prodotti enograstronomici di qualità e notevole valore commerciale.
Un bel giro sul quale “mangiavano” diverse persone e che vede al centro della truffa Massimo Iozzelli, un fiorentino di 62 anni per nulla nuovo a vicende simili. Anzi, già condannato per truffa ed altri reati contro il patrimonio in altre occasioni fra il 1976 e il 2007, tanto da accumulare ben 27 anni di carcere. Dopo quella data però era tornato in libertà e le indagini - coordinate dalla procura di Firenze e condotte fra il 2017 e il 2018 in modo congiunto dalla Guardia di finanza e dai carabinieri - hanno portato all’arresto di Iozzelli e ad altre due misure cautelari a carico di due persone, un pratese ed un altro fiorentino, il cui ruolo viene però ritenuto minore dagli inquirenti.
Iozzelli è tornato in carcere con l’accusa di presunta associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla bancarotta fraudolenta conseguente alla distrazione di beni e somme di denaro che hanno portato al fallimento di una società cooperativa: 8,4 milioni di euro il passivo accertato. Per il collaboratore pratese di Iozzelli, 59 anni, è scattato un obbligo di dimora, ma può continuare a svolgere la sua normale attività di dipendente privato.
Notevole il patrimonio sottoposto a sequestro preventivo dal tribunale, tutti beni appartenenti o riconducibili a Iozzelli. Gli accertamenti svolti da Finanza e carabinieri, hanno consentito di verificare un notevole divario tra il patrimonio nelle disponibilità dell’uomo, anche intestato a familiari e prestanome, e le attività economiche e lavorative svolte, nonché i redditi dichiarati. Questa spoporzione negli anni è stata calcolata in 420mila euro. È emerso che nel solo 2015, in assenza di adeguate retribuzioni, Iozzelli abbia investito circa 90mila euro, acquistando la società Bar Megalli snc di via Maragliano a Firenze, che gestiva l’omonimo bar (oggi è gestito da una persona estranea ai fatti). Sequestrata, oltre al bar fiorentino, anche la società Metropolis srl, di cui fanno parte il ristorante giapponese Sakura che ha sede in via Europa 25 adAltopascio, e un immobile adibito a magazzino, situato a Larciano (Pistoia) in via Fonda 505. Attività esercitata: commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti surgelati. Sequestrati, inoltre, conti correnti, carte di credito, libretti postali e una cassetta di sicurezza.
Nei confronti di Iozzelli è stata fissata per l’11 dicembre l’udienza in tribunale a Firenze per dicutere le misure di sequestro patrimoniale. —
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