Il Tirreno

Lucca

la protesta 

Brutte curve e alte velocità I pericoli di via del Loreto

Luigi Spinosi
 Brutte curve e alte velocità I pericoli di via del Loreto

Nella ripida strada di campagna tanti tornanti, nessun guardrail e cartelli assenti e i residenti chiedono interventi e controlli per garantire la sicurezza della zona

3 MINUTI DI LETTURA







È ancora viva l’immagine di quell’Opel ribaltata e, accanto, il lenzuolo bianco a coprire il corpo senza vita di una giovane madre. Quel drammatico incidente, in via del Tiro a Segno, ha sollevato polemiche per la sicurezza del tratto di strada, a causa di una curva a gomito, senza guardrail e senza segnalazioni. Una curva oggettivamente molto pericolosa. Ecco, adesso pensate a una strada dove di curve del genere ve ne sono una decina, e per di più su una strada assai ripida. Ecco, quella è via del Loreto Prima, nel Morianese, una strada potenzialmente assai pericolosa. Una condizione probabilmente non insolita nella viabilità collinare, ma la segnalazione arrivata dai suoi residenti, permettere di citarla come richiamo, per chi di dovere, a intervenire. Qui come sulle altre strade simili.

Ma cosa c’è che non va in via del Loreto? Non il fondo stradale: a parte qualche avvallamento qua e là, testimonianza di cedimenti tipici delle vie di collina, l’asfalto è sostanzialmente buono. Bene così, anche se, paradossalmente, proprio quelle condizioni rischiano di far abbassare la soglia della prudenza a chi passa da qui. Così come il fatto che apparentemente (ma solo apparentemente, basta accostare per qualche minuto e aspettare per rendersene conto) sia una strada poco percorsa. In realtà qui di auto ne passano parecchie, di giorno, ma anche di notte, quando il piede sull’acceleratore si fa più pesante, contando sul fatto che grazie ai fari si possono vedere in anticipo eventuali auto che vengono dalla direzione opposta (anche se i fili elettrici a protezione delle culture dovrebbero far intuire il rischio di trovarsi un cinghiale davanti).

Eppure, vista la sua conformazione, la prudenza dovrebbe essere d’obbligo. Intanto questa strada, che attraversa una zona bellissima, con un panorama che mozza il fiato, è pur sempre – per larghezza – una strada di campagna. Si passa uno per volta e se incroci un veicolo che arriva dalla direzione opposta devi cercare uno slargo stando attento a non finire sotto a qualche ciglio. E poi le curve, cui abbiamo già accennato: sono parecchie, strettissime, anche al termine di discese ripide, molte senza visibilità, tutte senza alcuna protezione: se sbagli manovra, magari perché non conosci la strada, finisci di sotto, perché non c’è un guardrail a proteggerti. E non è che arrivati nel tratto pianeggiante e (apparentemente dritto) i rischi diminuiscano. Anzi, quella sensazione di scampato pericolo rispetto alla strada precedente sembra indurre molti ad accelerare, magari affidando la propria sicurezza a un colpo di clacson (e non è un caso che l’ultimo incidente in ordine di tempo si sia verificato proprio qui, con un’auto finita nel fosso davanti a Villa Luisa). «Qui è un concerto continuo di clacson – racconta un residente della zona – suonano e corrono, suonano e corrono».

Un rischio per gli altri automobilisti o per chi prova a percorre a piedi la strada. Da qui l’appello a intervenire. Come? Intanto con limite di velocità a 30 all’ora (e ogni tanto, una pattuglia a controllare la velocità di chi passa), guardrail e una segnaletica per indicare i pericoli. Segnaletica al momento inesistente, se non fosse per gli stessi residenti che hanno messo un paio di pioli bianchi e rossi indicare una banchina non transitabile i cartelli che invitano a rallentare per garantire la sicurezza dei bambini. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa