La manifestazione
Hacker buoni: la Nazionale è in ritiro alla scuola Imt
Si allenano in città in vista dei Campionati europei di sicurezza informatica «È un momento molto importante per dare ai ragazzi una strategia di squadra»
LUCCA. Ci sono “hacker buoni” e “hacker cattivi”. La Scuola Imt Alti Studi di Lucca ospita quelli buoni, in ritiro nel campus di San Francesco in vista dei Campionati Europei di Sicurezza Informatica: European Cyber Security Challenge (Ecsc), così si chiama la più importante competizione dell’anno. Come negli ultimi due anni, la nazionale di Cyberdefender - composta da Andrea Biondo, Riccardo Bonafede, Matteo Chen, Samuele Turci, Dario Petrillo, Michele Lizzit, Andrea Laisa, Davide Palma, Antonio Groza e Marco Bonelli - si riunisce per una settimana a Lucca, per rafforzare le proprie competenze e strategie. Il compito di formarne i membri - tra le più giovani e preparate eccellenze italiane del settore - spetta al Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (Cini). Il ritiro si allinea alle strategie nazionali sulla sicurezza informatica, promuovendo le competenze cibernetiche come patrimonio per il sistema Paese e sostenendo i giovani esperti in un percorso formativo d’eccellenza, unico in Europa, con la prospettiva di una migliore capacità difensiva per aziende e istituzioni. Tra gli obiettivi dell’Ecsc quello di «porre la cybersecurity a servizio dell’umanità, per promuovere la pace, preservare la democrazia, la dignità e la libertà di pensiero», come descritto dai suoi documenti fondanti. I membri della Nazionale saranno formati sull’acquisizione di competenze specifiche in numerosi ambiti tra i quali crittografia, sicurezza web, analisi forense di computer e dispositivi mobili e sicurezza dell’hardware. La European Cyber Security Challenge, si terrà a Bucarest dal 9 all’11 ottobre. La competizione è promossa dalla Commissione Europea e dall'Agenzia europea per la sicurezza delle reti dell'informazione (Enisa); vi parteciperanno 20 nazionali europee. «La multidisciplinarietà che contraddistingue la ricerca a Imt ci porta a confrontarci ogni giorno con ogni aspetto della vita e della società, in qualsiasi ordine di grandezza, locale o globale, e ci spinge a cercare soluzioni in un’ottica di rete e di sistema. È in questa prospettiva che ospitare da noi i ragazzi della Squadra Nazionale di Cyberdefender, che affronta un argomento di estrema attualità qual è la sicurezza delle infrastrutture, rappresenta per Imt un’eccezionale opportunità di approfondimento e naturale conseguenza del nostro approccio scientifico», ha spiegato il direttore di Imt Pietro Pietrini alla presentazione della squadra italiana. Dice Rocco De Nicola, ordinario di Imt, direttore del C3T, e vicedirettore del laboratorio cybersecurity del Cini: «Sia dal punto di vista nazionale che commerciale, l'Italia cresce sempre di più nella sicurezza informatica. In Toscana abbiamo realizzato il Centro di Competenza in Cybersecurity Toscano (C3T): eccellenza nazionale del settore, che mette insieme le migliori risorse delle università di Siena, Pisa e Firenze con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e Imt, per svolgere ricerca e di trasferimento tecnologico, oltre che per rendere più sicure e protette le infrastrutture critiche del Paese». Aggiunge Paolo Prinetto, direttore del laboratorio cybersecurity del Cini: «Per Nazionale di Cyberdefender gli Europei sono prima l’occasione di mettere alla prova le proprie capacità, scoprendo il lavoro di squadra e le speciali competenze di ciascun membro, per questo abbiamo deciso di strutturare un percorso di formazione annuale che trova nel ritiro della Nazionale il suo momento più importante». —
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