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È morto Carlo Brunini primo comandante dei vigili

Barbara Antoni
È morto Carlo Brunini primo comandante dei vigili

Da bimbo di campagna a dirigente: aveva studiato da grande all’istituto Del Prete Il ricordo del figlio Alessandro: «Mio padre è stato l’esempio di un’Italia positiva»

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borgo a mozzano. Porta con sé una storia grande, quella di un bimbo e poi un giovane della campagna divenuto primo comandante della polizia municipale di Borgo a Mozzano. È deceduto ieri, nella sua casa, circondato dall’affetto dei familiari l’ex comandante dei vigili urbani Carlo Brunini: aveva 86 anni e da sei combatteva con una terribile malattia.

Una vita che sembra un film, e a raccontarla è proprio Alessandro Brunini, il figlio, geometra comunale e già dirigente dell’ufficio urbanistica. Andrea Brunini, musicista che si sta sempre più affermando sulla scena nazionale e non solo, è il figlio di Alessandro, e nipote di Carlo.

«Mio padre era figlio di contadini, coloni che vivevano in questo territorio di Borgo a Mozzano. Da ragazzo non aveva potuto studiare: per aiutare la famiglia, andava in giro a vendere alle famiglie i pulcini che nascevano nel pollaio di famiglia. Oppure, nei tempi della vendemmia, dato che il padre aveva acquistato una macchina per strizzare l’uva, se la caricava sulle spalle con i cento e passa chilogrammi che pesava e andava fino alla Socciglia, dove c’erano le vigne: per 500 lire strizzava l’uva ai contadini di là».

Di lì a poco, grazie anche a una persona di famiglia che lo sostenne, «riprese a studiare e nell’istituto Carlo Del Prete di Lucca riuscì a conseguire il diploma di terza media con la specializzazione in meccanica». La nuova vita del giovane Carlo, venti anni circa, voltò pagina da lì. «Con la specializzazione in tasca, emigrò in Svizzera per fare il meccanico, con mia madre Marta Orioli. Vi rimase tre anni: io infatti sono nato lì», prosegue il figlio. Ma l’amore per la sua terra fece tornare Carlo Brunini a Borgo a Mozzano, la sua terra, dove - continua il racconto - «aprì un negozio di caccia e pesca, faceva anche le cartucce». Fin quando, grazie al diploma che aveva conseguito all’istituto Carlo Del Prete, potè fare un concorso in Comune per vigile urbano, concorso che vinse: era il 1966 e Carlo Brunini aveva trentatrè anni.

Nel corpo della polizia municipale è rimasto fino alla pensione, nel 1994, ma dieci anni circa dopo esservi entrato, «orientativamente nel 1975, quando entrò in vigore la figura del comandante della polizia municipale - ricorda il figlio - mio padre assunse questo incarico, che ha mantenuto per circa vent’anni, fino a fine carriera. E mentre era in polizia municipale, con le centomila e poco più lire di stipendio ogni mese, riuscì a costruirsi una casa di quattrocento metri quadrati. Non la commissionò a un’impresa: la costruì con le sue proprie mani - aggiunge, commosso, Alessandro -. La storia di mio padre è un esempio di evoluzione positiva dell’Italia di quel periodo».

I funerali si svolgono questa mattina alle 10 nella chiesa di San Jacopo. Alla famiglia le condoglianze del Tirreno di Lucca. —

Barbara Antoni

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