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Lucca

Alla ricerca di tutte le opere di Pierucci per un catalogo che racconti la sua storia

luca meconi
Alla ricerca di tutte le opere di Pierucci per un catalogo che racconti la sua storia

Se ne occupa l’associazione presieduta da Ambrogio Pagani: chi ha i suoi dipinti può portarli dal fotografo Lucio Ghilardi 

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il personaggio

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Catalogare tutta l’opera pittorica e letteraria dell’artista Pier Paolo Pierucci, il “Van Gogh di Lucca”. È questo l’obiettivo della neonata “associazione culturale Pier Paolo Pierucci” presieduta da Ambrogio Pagani composta da alcuni amici del pittore scomparso lo scorso 8 ottobre tra cui il restauratore d’arte Massimo Bonino. L’associazione, nata lo scorso 13 giugno, ha già diversi appuntamenti in calendario: innanzitutto la presentazione alla cittadinanza.

Domani sera alle 18, nello spazio antistante la biglietteria del Museo della Follia nei locali della ex Cavallerizza in piazzale Verdi, i nove componenti dell’associazione esporranno i loro progetti.

Una location che non è stata scelta a caso, visto che due tele di Pierucci sono esposte proprio all’interno del Museo voluto da Vittorio Sgarbi. Per prima cosa verrà creato un catalogo fotografico che raccolga il numero più alto possibile delle opere di Pierucci. A oggi nessuno è a conoscenza di tutta la sua produzione pittorica, che si stima essere composta da migliaia di quadri realizzati con le più svariate tecniche e su diversi tipi di supporto. Ogni dipinto si vedrà assegnare un numero. In futuro, se verrà realizzata una mostra, presupposto importante per poter esporre un’opera sarà proprio quello di essere presente nel catalogo. Tutti coloro che sono in possesso di quadri del Pierucci sono invitati a portarli al fotografo Lucio Ghilardi in via del Fosso 176. Qui verranno fotografati davanti e dietro e verrà scattata una foto con il particolare della firma. Una volta fatta la foto (la spesa sarà a carico di ciascun proprietario a cui verrà consegnato un dvd con le immagini), il materiale fotografico verrà esaminato da un apposito comitato scientifico creato dall’associazione il cui presidente onorario è il fratello del pittore, Gian Claudio Pierucci. Un modo anche per evitare che ci siano in giro falsi o quadri di dubbia attribuzione. Un altro degli obiettivi dell’associazione è quello di studiare l’opera letteraria di Pierucci, composta da numerose poesie e testi di vario genere. Il prossimo 8 ottobre invece, in occasione del primo anniversario della morte a San Micheletto saranno proiettati dei filmati e verranno letti contributi scritti dallo stesso Pierucci. Tanti gli aneddoti raccontati su Pierucci, tanti i ricordi dei lucchesi su questo pittore sui generis che spesso era facile incontrare a piedi lungo le vie della città. Al Giannotti, dove abitava e dove lasciava i suoi quadri al ristorante “Buatino” in attesa che qualche appassionato se ne innamorasse e se lo portasse a casa. Come non ricordare il Pierucci con il cappotto e i vestiti pieni di macchie di colore sempre alla ricerca di qualcuno che gli offrisse da bere al bar, a cui poi in cambio dava un suo quadro appena realizzato, con i colori sempre freschi, che si portava sottobraccio. Negli ultimi anni della sua vita è stato ospite di una rsa nella periferia di Lucca dove aveva un’apposita stanza in cui poteva continuare a dipingere, cosa che ha fatto fino all’ultimo.

Appartengono a questo periodo alcune tele che firmava in maniera diversa: non più la sua classica P o le tre P (le iniziali dei nomi e del cognome), ma “Il maggianino”. Chiunque volesse avere maggiori informazioni sull’attività dell’associazione può contattarla sulla pagina Facebook omonima. —

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