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La comunità di Marlia si prepara alla festa Dopo anni di restauri ritrova la sua Pieve

La comunità di Marlia si prepara alla festa Dopo anni di restauri ritrova la sua Pieve

Reso inagibile dal terremoto del gennaio 2013, l’edificio sacro è stato oggetto di un lungo e costoso intervento

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CAPANNORI. Stasera tutti a giocare a tombola. Una tombola speciale. Non solo per il momento di convivialità che rappresenta, non solo per i ricchi premi che la caratterizzano e non solo, nemmeno, perché serve a raccogliere fondi per uno scopo importante. No, l’appuntamento di stasera in piazza del Mercato a Marlia costituisce soprattutto l’inizio di un percorso che porterà alla grande festa di sabato, quando finalmente la comunità marliese ritroverà la sua Chiesa.

Lo farà dopo oltre sei anni, da quando la Chiesa parrocchiale, a causa dei gravi danni arrecati dal sisma del 25 gennaio 2013 è rimasta inagibile. Con la buona volontà, l’operosità e l’impegno finanziario di tante persone sono iniziati e proseguiti i lavori di messa in sicurezza dell’edificio, nonché del restauro dei dipinti nelle volte. La progettazione e l’inizio dei lavori sono stati opera dell’allora parroco Don Flavio Calloni coadiuvato dal Comitato “Rientriamo in Chiesa”, e già dalla Domenica delle Palme 2014 è stato possibile utilizzare una parte dell’edificio messo in sicurezza.

Con la venuta del nuovo parroco don Agostino Banducci, i lavori sono proseguirti alacremente: all’impegno materiale si è affiancato quello, ancor più faticoso, per la ricerca del denaro necessario per i lavori. Al contributo iniziale della Fondazione Cassa di Risparmio di lucca (di 550mila euro), si sono affiancati quello di 300mila euro della Conferenza Episcopale Toscana e la donazione di 10mila euro della Banca del Monte di Lucca per il restauro dei dipinti della volta.

«Dopo la messa in sicurezza dell’edificio sacro e la sua parziale apertura avvenuta nel dicembre 2016 – spiega don Agostino – assieme al Consiglio parrocchiale per gli affari economici, ci siamo posti la domanda sul come proseguire il lavoro e se avevamo la possibilità di giungere anche al restauro dei dipinti presenti nelle volte, nell’abside e nelle crociere della chiesa. La risposta generosa dei parrocchiani e di alcune aziende presenti sul territorio, e la fiducia nella Provvidenza, ci hanno spinti a proseguire i lavori e di questo ne siamo stati ampiamente ripagati Nonostante il gravoso onere di circa due milioni di euro necessari (tanto è venuto a costare complessivamente il lavoro di risanamento, consolidamento e restauro eseguito), con un complessivo di offerte di 450mila euro ricevute finora, e con un mutuo di 700mila euro da onorare, siamo giunti al momento in cui la chiesa sarà completamente fruibile per le celebrazioni liturgiche e altri eventi connessi. Ne siamo grati a Dio, ma anche a tutti coloro che hanno permesso che si giungesse a questo traguardo importante: in particolare voglio ricordare la Curia Diocesana, la Soprintendenza, il Responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Tiziano Suffredini, gli studi tecnici A. Romanini, D. Romanini e Arki2, l’Impresa Edile Francesconi, la Ditta Agostini restauri, la Ditta Tecnoservice. Dobbiamo anche ringraziare vivamente alcune aziende della zona e tantissimi privati che hanno contribuito generosamente a questa opera di consolidamento e ristrutturazione che senz’altro è la più importante a livello diocesano. Quello di sabato è un momento tanto desiderato e che si sta realizzando; ci auguriamo che sia fruttuoso per la comunità parrocchiale di oggi e di domani».

Sabato, infatti, sarà l’atteso giorno gran giorno del “ritorno a casa”: alle 17 le porte dell’edificio sacro si riapriranno, per una visita nei luoghi dei lavori, cui seguirà la celebrazione eucaristica di ringraziamento che sarà presieduta da Monsignor Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca. —

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