Sicurezza
Il Pd lucchese critico «Renzi, hai sbagliato»
Marcucci è intervenuto al direttivo: «Ecco perché rimango» Puppa: «Appello all’unità». Raspini: «Spettacolo indecoroso»
lucca. Dalla Lucchesia il coro è, almeno al momento, unanime o quasi: critiche a tutto campo a Matteo Renzi per la sua decisione di uscire dal Pd e fondare un nuovo partito.
Il coro si è fatto sentire durante la riunione del direttivo della Federazione Pd di Lucca che si è svolto la sera di lunedì 16 settembre e vi hanno aderito, secondo quanto si apprende, anche consiglieri comunali dei comuni di zona e assessori di conclamata estrazione renziana. I dissensi poi sono culminati con l’intervento finale del direttivo, quello del senatore barghigiano Andrea Marcucci (renziano, attuale capogruppo Pd in senato), il quale - dopo aver spiegato alla platea i dettagli sulla formazione del governo Conte bis, ha spiegato di non condividere la mossa di Renzi ma di considerarla un errore nei tempi di attuazione. Visione che Marcucci poi, ieri, ha puntualizzato con una dichiarazione ufficiale: «Resto a fare il mio lavoro nel Pd, non condivido la scelta di Matteo, sono ancora convinto che ci sia uno spazio importante per i liberaldemocratici come me. Non sarò mai un suo nemico. Renzi resta il protagonista di una straordinaria stagione di governo, il patrimonio di quegli anni resta a disposizione del centrosinistra anche per il futuro. Io nel Pd mi sento ancora a casa mia, se si dovesse trasformare in un soggetto sempre più simile al Pds, mi sentirei un estraneo. Non credo che succederà, resto tra i democratici anche perchè non accada».
«L’elettorato è sconcertato per la decisione di Renzi - spiega il segretario territoriale Pd Mario Puppa, anche lui un (ex) renziano -. Del suo progetto politico ad oggi si sa il giusto, sono da capire intenzioni e progetti. Non è una situazione semplice ma non ci spaventa. Seppure oggi, con i tempi della politica divenuti brevissimi, una questione come questa che andrebbe approfondita con i nostri elettori, alla fine sfugge perché c’è un’accelerazione dall’alto: siamo più a rincorrere gli sviluppi della politica nazionale che a parteciparvi, ed è questo un elemento che ci penalizza a livello locale. Sono un renziano della “prima ora”: quando Renzi fece le primarie ed ero sindaco, nel mio comune, Careggine, ebbe il 99,9% dei consensi. Ci ho creduto e ci credo, che Renzi sia una persona carsimatica, capace e che ha fatto bene al Pd e lo farà al centrosinistra ma questa scelta non è felice e faccio appello all’unità. Rimango nel Pd per farlo crescere sul territorio. I risultati che abbiamo avuto alle comunali sono importanti e sono il segno di quanto il Pd faccia la differenza».
La dipartita di Renzi non avrebbe numeri alcuni per intaccare l’integrità della giunta comunale di Lucca, dove la presenza di renziani riguarda tre assessori: Valentina Mercanti in modo più marcato, Francesco Raspini e Serena Mammini in modo più sfumato. Raspini poi sgombra il campo a qualsiasi dubbio con le dichiarazione rilasciate: «Assisto inerme all'ennesimo indecoroso spettacolo sugli schermi del centrosinistra italiano. Perfino io che sono un addetto ai lavori faccio fatica a trovare il senso di un'operazione politica sciagurata e pericolosa come quella messa in atto da Matteo Renzi. Peraltro attuata all'indomani della partenza di un governo nato in modo rocambolesco, ancora fragile nei suoi equilibri politici e nelle prospettive programmatiche che rischia di azzopparsi senza nemmeno aver approvato i primi provvedimenti», conclude Raspini. —
Barbara Antoni
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