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Vendemmia al via «Ci aspettiamo un’annata ricca»

Nicola Nucci
Vendemmia al via «Ci aspettiamo un’annata ricca»

Il presidente del consorzio prevede maggiore quantità  e qualità del vino. Fanno però paura le ripercussioni dei dazi annunciati dagli Usa 

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montecarlo. Segnali positivi per la vendemmia del 2019. Inizia la raccolta delle uve di Pinot e Chardonnay a Montecarlo per la produzione di vini bianchi e spumanti. Poi arriveranno i vitigni tardivi come il Sangiovese e il Canaiolo per i rossi.

«Ci aspettiamo una buona qualità per i bianchi, mentre per i rossi bisognerà aspettare ancora quindici giorni - spiega Gino “Fuso” Carmignani, presidente del Consorzio del vino Doc di Montecarlo -; certamente si può già prevedere che sarà una vendemmia con più quantità dell’anno scorso e le temperature estive di questi giorni sono un regalo del cielo. Anche la qualità sarà buona, l’uva è sana. Sono già iniziate le grandi manovre e la prossima si entrerà nel vivo anche per gli altri vitigni».

Il settore vitivinicolo montecarlese ha appena celebrato la festa del vino. «È stato un trionfo sia dal punto di vista organizzativo che della partecipazione con sempre più eventi accanto al vino che resta il grande protagonista, ancora di più in questa edizione con i 50 anni della Doc». E dopo il mezzo secolo della festa del vino nel 2018 e della denominazione di origine controllata quest’anno, il 2020 sarà il cinquantennale del Consorzio guidato dalla stesso Carmignani che conferma le tante richieste per prendere parte alla raccolta dell'uva: le previsioni parlano di oltre 200 persone impegnate tra i filari. Che sarà un’ottima annata è confermato dal rapporto dell’osservatorio del vino da cui emerge che la produzione vinicola della Toscana registra un +10%, a fronte della flessione del 16% di quella italiana.

Il vino di Montecarlo e della Lucchesia sarà presente nelle più importanti manifestazioni come Buy Wine a Firenze e Vinitaly a Verona. Un vino antichissimo: il primo documento in cui si commercializza vino prodotto nel borgo fondato da Carlo IV di Boemia è dell’846. Su questa collina, prima diMontecarlo, c’era un paesino che si chiamava Vivinaia. La Doc iù piccola, con circa 17 aziende e un milione di bottiglie l’anno, ma particolare per l’uvaggio e nella Toscana patria dei rossi, il bianco di Montecarlo continua a conquistare tanti stranieri (presenti in gran numero anche alla festa del vino), e anche mercati stranieri (e personaggi famosi come lo chef Gordon Ramsay e Sting). Intanto gli addetti ai lavori guardano con apprensione alle conseguenze che potrebbero avere le intenzioni del presidente americano DonaldTrump in merito ai dazi sul vino: quello di Montecarlo ha negli Stati Uniti uno delle principali mete dell'export. —

Nicola Nucci

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