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Nasce l’osservatorio di zona per rilanciare il turismo

Barbara Antoni
Nasce l’osservatorio di zona per rilanciare il turismo

Ragghianti: «Se Lucca vuole aumentare la permanenza media deve ragionare in termini di ambito e creare pacchetti con altri Comuni»

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lucca. Può partire l’Osservatorio Turistico di Destinazione (Otd), organismo con il compito di sviluppare e attuare politiche turistiche di ambito nella Piana di Lucca, i sei comuni di Lucca, Capannori, Villa Basilica, Porcari Montecarlo e Altopascio. La gestazione non è stata breve: dopo la riforma delle Province, ad occuparsi delle politiche turistiche erano stati chiamati i comuni capoluogo, ma l’impresa si è rivelata presto difficile. La Regione Toscana oltre un anno fa (maggio 2018) ha integrato il testo unico sul turismo introducendo la definizione di ambiti territoriali come strumento per le politiche turistiche. A marzo 2019 si è costituito l’ambito della Piana, e nei giorni scorsi la giunta comunale di Lucca ha dato il via libera all’osservatorio.

«Tra fine settembre e primi di ottobre - spiega Stefano Ragghianti, assessore con delega a cultura, turismo e sport - sarà convocata la prima assemblea della consulta dell’osservatorio. Sarà una convocazione ampia: non solo le categorie economiche, ma anche gli organizzatori di eventi, le guide turistiche, gli istituti di formazione per il turismo come Campus e il Pertini, la Regione Toscana e Toscana Promozione. Chiederò a tutti i convocati, compresi i gruppi e le associazioni storiche, uno sforzo per ragionare in termini sovracomunali». La prima convocazione sarà generale di tutti i soggetti coinvolti, dopodiché, aggiunge l’assessore, l’idea è di «suddividere i partecipanti in tavoli tematici con numeri più ristretti. I punti principali sui quali andremo a lavorare sono le strategie di comunicazione e informazione turistica, la creazione di prodotti turistici omogenei di ambito».

Per le politiche del turismo di area si tratta quasi di una ripartenza. «Sì, possiamo dire di essere all’anno zero - aggiunge Ragghianti - anche se ritengo che non dobbiamo caricare l’osservatorio di eccessive aspettative. Ma ad oggi dobbiamo ragionare in questi termini. Lucca ormai ha fatto il pieno, a questo punto bisogna studiare come “riversare” la propria utenza turistica nei comuni vicini. Pensiamo a quello che è accaduto a Firenze: la città ha potuto allungare la permanenza media del turista legando la sua offerta a quella del Chianti».

Al momento Lucca conta su una permanenza media per turista fra due e tre giorni, spiega sempre Ragghianti. «Un dato del genere non è pochissimo - sottolinea - ma se vogliamo cercare di allungare la permanenza media dobbiamo ragionare in termini di ambito e creare pacchetti fra Lucca e altre opportunità turistiche all’interno dei sei comuni dell’area».

A livello di organizzazione interna, oltre all’assemblea - di cui faranno parte categorie, pro loco, sindacati, associazioni consumatori, stakeholders (soggetti portatori di interesse) in ambito culturale, ambientale, turistico e produttivo - anche enti di formazione e aziende di mobilità e trasporti, ci sarà anche un comitato di indirizzo con i soli comuni dell’ambito». —

Barbara Antoni

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