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Il vescovo: «Ho ricevuto lettere anonime e la cosa non mi piace»

F.S.
Il vescovo: «Ho ricevuto lettere anonime e la cosa non mi piace»

Monsignor Giulietti non nasconde la sua irritazione per questo modo di agire «Non conosco il contenuto, se mi accorgo che non c’è il mittente la butto»

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lucca. «Mi hanno mandato alcune lettere anonime e la cosa non mi piace». A parlare col Tirreno è l’arcivescovo Paolo Giulietti il quale non nasconde l’amarezza ma anche una certa irritazione per questo modo di agire nei suoi confronti. Il messaggio che qualcosa fosse successo in questo senso l’aveva lanciato abbastanza chiaramente già dal pulpito della Cattedrale di San Martino in occasione del Solenne Pontificale nel giorno dell’Esaltazione della Santa Croce (la mattina di sabato 14 settembre) chiedendo poi ai fedeli di mettere fine alle campagne d’odio e alla cultura del sospetto ritrovando la fede nell’altro abbandonando la cultura della mormorazione. «Quando ricevo lettere anonime non le apro nemmeno - continua Giulietti - non è una questione di contenuto, mi dà proprio fastidio riceverle. Me ne sarebbe bastata anche una sola. Se arrivano da Lucca o fuori Lucca non lo so. So che quando mi accorgo che la lettera è anonima la butto via». L’arcivescovo, dalle sue parole, non lascia quindi intendere di che tipo di lettere si tratti, quante ne abbia ricevute finora e neppure se siano arrivate per posta o se qualcuno le abbia lasciate magari “sotto la porta”. Altro aspetto da chiarire poi è il contenuto delle lettere che il vescovo afferma di non conoscere: senza questo elemento però, è difficile stabilire se siano lui o il suo operato “sotto attacco” oppure altre persone, magari sempre interne alla Curia. Non è la prima volta che nell’ambito della comunità religiosa lucchese si registrano episodi di tensione e ostilità come è accaduto ad esempio a Vico Pancellorum. —

F.S.

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