Sicurezza
Una panchina rossa per Villa Pascoli
Sopra vi è raffigurata un’immagine di Vanessa Simonini, la ragazza ventenne uccisa per aver respinto delle avance
BARGA. La 77sima panchina rossa, simbolo dedicato alle donne vittime di violenza, è stata inaugurata ieri nel giardino della casa di riposo Villa Pascoli. Un luogo simbolico, e inedito, visto che è la prima panchina all’interno di una struttura dedicata agli anziani: «Anche le donne anziane sono vittima di soprusi, fisici e anche psicologici, non meno umilianti e laceranti delle violenze sessuali – ha detto Gabriele Giovannetti, direttore della struttura gestita dalla Benemerita società americana rappresentata da Silvia Bonaccorsi – per questo motivo, ho voluto contattare Maria Stella Adami, presidente dell’associazione Nontiscordardite e medico di molte ospiti di questa struttura, per dare un mitivo di riflessione valido a tutte le età».
Alla cerimonia erano presenti i consiglieri Beatrice Balducci e Sergio Suffredini, a nome dell’assemblea, la presidentessa Maria Stella Adami, il consigliere regionale Ilaria Giovannetti, l’artista barghigiana Sandra Rigali (che ha realizzato la panchina) e, naturalmente, Maria Grazia Forli, mamma di Vanessa Simonini, barbaramente uccisa il 7 dicembre di dieci anni fa da una persona che credeva amica.
La dottoressa Adami, che ai tempi del tragico fatto di cronaca era sindaco di Gallicano, ha deciso, assieme ad altre donne del paese, di partire da quella tragedia per costruire un supporto per tutte le donne vittime di violenze. E ora, il centro di ascolto a Ponte di Campia, è diventato un punto di riferimento per le donne di tutta la Valle del Serchio: «Questa panchina rossa, l’ennesima, ha il colore dell’amore e del sangue. Ma le cerimonie, oltre a far riflettere, consentono di diffondere il nostro lavoro quotidiano, convincendo sempre più donne a rivolgersi ai nostri sportelli. Il pericolo più grosso è la paura della gente, la paura del giudizio, la paura di denunciare. Però, le richieste di aiuto sono cresciute, e nel solo 2019 finora abbiamo realizzato 16 interventi, contro i dieci in media del passato. Questo non vuol necessariamente dire che sono aumentati i casi di violenza. Adesso le donne prendono coraggio e denunciano perché sono protette dall’anonimato. Noi siamo qui per loro, e a breve inizieranno dei corsi di formazione per volontarie».
Sulla panchina è raffigurato un ritratto di Vanessa, e la mamma, visibilmente emozionata, ha raccontato le tragiche ore dell’uccisione della figlia, e ha letto la poesia dedicata alle panchine rosse. A proseguire la giornata dedicata alle riflessione, l’esibizione del gruppo “Le quote rose”, forse l’unico ensemble di mandolini suonato da sole donne, e un flash mob organizzato dalle dipendenti della casa di riposo, che giornalmente lavorano a questa complessa macchina organizzativa magistralmente diretta da Giovannetti. —
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