Gioco
L’orrore infinito di Sant’Anna di Stazzema nel nuovo spettacolo di Marco Brinzi
“Ich war da - Io ero là” sarà messo in scena in San Girolamo il 20 settembre. Sullo sfondo le foto di Oliviero Toscani
LUCCA. «Mantenere viva la memoria di quello che è stato uno degli eventi più drammatici e luttuosi della storia e indurre il pubblico a riflettere sul perché, per la strage di Sant’Anna di Stazzema non si è fatta giustizia. I colpevoli sono stati processati e condannati, ma nessuno di loro ha scontato la pena, poiché la Germania non prevede l’estradizione per i suoi cittadini e dunque neppure per quegli assassini che il 12 agosto 1944 trucidarono 560 persone innocenti, 130 dei quali erano bambini». L’attore lucchese Marco Brinzi motiva così la decisione che lo ha spinto a scrivere il testo dell’opera teatrale “Ich war da – io ero là” che lo vede protagonista e della quale ha firmato anche la regia, che andrà in scena in prima assoluta il 19 settembre alle 21 al museo storico della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema e il giorno successivo, sempre alle 21, al teatro San Girolamo di Lucca, dove è prevista una replica la sera stessa, alle 22 visto che la prima rappresentazione è ormai sold out.
Ad affiancare Marco Brinzi sul palco - e ripercorrere le vicende dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema raccontata dal punto di vista di un soldato nazista - ci sarà l’attrice versiliese Caterina Simonelli. Il materiale fotografico proiettato sulla scena è tratto dal libro “I bambini ricordano” del fotografo Oliviero Toscani. Una documentazione viva e a tinte forti dei ritratti dei superstiti della strage che all’epoca erano soltanto bambini, ma che non potranno mai dimenticare quell’orrore che cancellò le loro famiglie e la gioia di vivere.
«Se è vero che il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare senso alla vita - spiega Brinzi - credo che questo terribile atto compiuto da carnefici disumani che ho scelto di raccontare, si presti in modo particolare ad essere indagato e rivelato attraverso l’arte teatrale, aiutandoci a comprendere meglio dove un’ideologia aberrante come quella nazifascista, possa condurre l’uomo. Per questo, aggiunge, ho deciso di utilizzare i ritratti dei superstiti, all’epoca bambini. Quegli sguardi e la loro viva testimonianza mi hanno portato a pensare, quale sguardo invece avessero gli occhi dei nazisti della Sedicesima divisione, corazzata Reichsfuer, mentre compivano uno dei delitti più atroci che la storia possa raccontare. Che, ripeto, purtroppo non ha avuto giustizia».
Un tema molto sentito, quello incentrato sui delitti assurdi dei nazifascisti, affrontato più volte e con grande successo negli ultimi anni da Marco Brinzi. Lo abbiamo visto nella rievocazione dell’uccisione di don Aldo Mei e nella performance teatrale “Autobiografia di un picchiatore fascista”. E adesso questo nuovo, intenso lavoro che lascerà l’amaro in bocca al pubblico che continuerà a porsi tanti interrogativi sull’umanità.
Un impegno importante per il giovane attore e regista lucchese che, in parallelo alla brillante carriera teatrale e cinematografica, ha scelto di fare un percorso sul teatro civile, con l’obiettivo di ricordare e denunciare il dramma di fatti storici accaduti realmente «per non dimenticare, dice e insegnare alle giovani generazioni il rispetto e l’amore per il prossimo».
Una lettura scenica in cui, per la prima volta, si prova a narrare gli avvenimenti dal punto di vista di un soldato che viene interrogato e costretto a ripercorrere la “sua” memoria. Con questa rappresentazione che celebra anche il 75° anno della liberazione di Lucca dall’occupazione fascista, l’attore e regista lucchese intende rendere onore alle vittime innocenti dell’eccidio di Sant’Anna e al tempo stesso, indurre a riflettere sul passato «che potrebbe sempre tornare». Per la carriera di Marco Brinzi questo è un momento particolarmente soddisfacente. Per questo ha deciso di trasferirsi definitivamente a Roma, anche se torna spesso nella sua Lucca, dove vivono il padre, la sorella e gli adorati nipotini. Non mancherà alla serata-concerto organizzata dal teatro del Giglio, dove ha mosso i primi passi come attore, in occasione delle celebrazioni per il 200mo anniversario della costruzione dello stesso teatro.
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