Il Tirreno

Lucca

Tradizione e attualità, la difficile convivenza

Barbara Antoni
Tradizione e attualità, la difficile convivenza

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Non è facile far convivere tradizione e contemporaneità, è scontato dirlo. Oggi ancora più, perché il presente è molto difficile. Come si avverte anche nella ricorrenza di Santa Croce, per tutta la città e i lucchesi non solo di Lucca l’appuntamento religioso più sentito, il momento del massimo raccoglimento, un evento che ispira profondità e ritorno all’antico. È un dato di fatto, ma lo sono anche altri segnali che giungono oggi. Non tanto la “rivoluzione” nell’illuminazione del percorso della processione (i lumini a led “spodesteranno” dal 2020 i lumini di cera?). Alcuni lucchesi non giovanissimi ricordano la Santa Croce della loro gioventù, con la città disseminata di banchi e di persone, fin dal mattino, piena di vita, di solidarietà e condivisione. Oggi espressioni del genere, ovunque in queste ricorrenze e anche a Lucca, sono più tiepide. In questi giorni poi i commercianti del centro e non solo, da sempre attori protagonisti nella festività del 13 settembre, sono in agitazione: nel nuovo piano della sosta vedono un fantasma che potrebbe portare tante attività al capolinea. Qualcuno, durante una recente assemblea della categoria, ha perfino proposto uno “sciopero” proprio a Santa Croce. Non è “passato”, ma il segnale è arrivato. Quale chiave per tenere insieme tempi e problemi distanti? Forse, scontatamente, il dialogo. —

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