Italia
La scuola sia palestra di umanità per costruire una società solidale
Il messaggio dell’Arcivescovo Giulietti per l’inizio dell’anno scolastico che esprime preoccupazione per la sorte degli istituti paritari cattolici
l’intervento
paolo giulietti *
Cari amici e care amiche, qualcuno si ricorderà di quando la scuola cominciava il primo ottobre; dopo qualche giorno ci sarebbe già stato il primo giorno di vacanza: la festa di San Francesco, patrono d’Italia (proclamato tale da Pio XII il 18 giugno 1939). Oggi la scuola inizia un po’ prima e il 4 ottobre non è più festa, eppure la persona del Poverello di Assisi ha sempre tanto da dire a noi Italiani, anche a quelli che vivono la scuola da studenti, genitori, insegnanti o personale non docente. Il mondo intorno a noi, a volte persino gli ambienti scolastici, vive situazioni di conflitto, individualismo, scarso rispetto per gli altri e per l’ambiente; con tutta la sua scienza e la sua tecnologia, l’uomo di oggi sembra aver smarrito la coscienza della dignità e del destino propri e altrui. La scuola, forse più ancora che a insegnare a “leggere, scrivere e far di conto”, come diceva Geppetto a Pinocchio, è oggi sempre più chiamata a essere palestra di umanità, dove apprendere a vivere e a crescere in compagnia dell’altro. A scuola si incontrano le generazioni, le classi sociali, le culture e le religioni, i diversi saperi… in una mescolanza che manifesta e anticipa il volto del Paese. Accanto alle competenze e anche attraverso di esse, può crescere il senso della comunità, basato sulla fiducia nella vita e negli altri, elemento indispensabile per costruire una società solidale ed efficace. È una grande sfida educativa, che impegna non solo chi nella scuola vive e lavora, ma tutta la collettività: famiglie, istituzioni, associazioni, parrocchie, società sportive… Se infatti la scuola ha successo, vinciamo tutti la partita decisiva dell’educazione; se la scuola fallisce, avremo tutti perduto. Nella Diocesi di Lucca ci sono scuole assai diverse: quelle con migliaia di alunni, poste al centro delle città, ma anche quelle che si trovano in montagna e riuniscono studenti e personale provenienti dai piccoli paesi dei dintorni. Tutte hanno bisogno di essere supportate dalla comunità alla quale appartengono. Nell’anno scolastico che inizia vorrei prima di tutto augurare alla scuola di poter sperimentare la vicinanza e la collaborazione di tutti gli attori sociali. Ciò esige soprattutto la fine di un certo clima conflittuale che a volte contrappone genitori, insegnanti e studenti. Un saluto e un augurio speciali alle numerose scuole paritarie di ispirazione cattolica della nostra Diocesi. Come ogni anno, accanto al serio e competente impegno educativo, da sempre vissuto in esemplare collaborazione con le famiglie e le parrocchie, si rinnovano le fatiche e le preoccupazioni per far quadrare il bilancio. Una discutibile interpretazione dell’art. 33 della Costituzione rende tuttora difficile l’attuarsi della libertà di educazione ivi riconosciuta, assai preziosa soprattutto in una società sempre più complessa come quella attuale. Anche a tale proposito, sarà importante abbandonare un atteggiamento conflittuale, per cogliere invece il valore per tutti di un’offerta educativa plurale. —
* Arcivescovo di Lucca
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google