Stop al piano della sosta: i commercianti minacciano la serrata
Lucca, l’offensiva di Palazzo Sani: punto primo bloccare il progetto, punto secondo un confronto pubblico con il Comune. E poi raccolta di firme e azioni “dure”
Questa volta i commercianti andranno fino in fondo. Cominceranno, com’è nelle loro corde, con la diplomazia, chiedendo - ma con toni risoluti - che l’amministrazione blocchi il nuovo piano della mobilità e della sosta e che si renda disponibile a un confronto pubblico su questi temi. Altrimenti sarà battaglia, di quella dura: le proposte sulle modalità di lotta non mancano e vanno dalla serrata allo “sciopero” delle luminarie di Natale, dal boicottaggio delle bollette di suolo pubblico e rifiuti, passando per una raccolta di firme non solo tra commercianti, ma anche clienti e proprietari di fondi commerciali. E i commercianti, anche quelli storici, sono decisi a metterci la faccia: non esiteranno a scendere in strada o in piazza per presenziare ai gazebo dai quali parleranno con la gente. Non è poco davvero, a Lucca.
Proposte e proteste sono arrivate come un fiume in piena durante l’incontro che Confcommercio Lucca ha organizzato martedì sera (10 settembre) dalle 21 a mezzanotte nel salone di Palazzo Sani, sua storica sede. Salone pieno fino all’orlo e posti in piedi per gli ultimi arrivati: umore nero generale e amarezza, molta amarezza, in particolare per le sedici pagine del piano (sulle 49 complessive) che l’amministrazione non ha pubblicato sul suo sito istituzionale. Pagine “nascoste” ma poi intercettate: proprio quelle che riportavano i punti salienti del piano, che vuole rendere promiscui (adibiti cioè sia a sosta a pagamento che per residenti) tutti e 1.150 gli stalli presenti all’interno delle Mura ma fuori dalla zona a traffico limitato: attualmente sono suddivisi in 950 blu (a pagamento, per chi si reca in centro) e 200 gialli solo per i residenti. I residenti inoltre potranno parcheggiare liberamente anche nei parcheggi Cittadella e Mazzini. «E per recuperare gli incassi perduti in questa operazione - sottolinea Giovanni Martini, presidente della commissione Città di Lucca - il Comune aumenterà le tariffe dei parcheggi. Questo piano rischia anche di intasare la sosta sulla circonvallazione e nei quattro quartieri adiacenti le Mura. Quanta sosta nuova si ricava da questo progetto? Zero». Martini torna anche sull’ex parcheggio Lorenzini, che non verrà recuperato perché le analisi fatte eseguire dal Comune hanno evidenziato che le auto farebbero troppo rumore per i residenti: altro boccone amaro ingoiato dai commercianti. Che nonostante crisi e difficoltà, in centro storico tirano avanti 1.800 attività con una media di dipendenti di 2,5 dipendenti ciascuno. A cui si sommano clienti e un indotto importante di fornitori. Numeri che non possono essere ignorati, come sottolinea energicamente Rodolfo Pasquini, direttore di Confcommercio Lucca: «In centro storico i residenti sono 8.000, l’indotto del commercio coinvolge molte più persone». «Il piano della sosta è un documento preoccupante - interviene Alberto Venga (commissione Città di Lucca e rappresentante della zona ovest) -: da noi sono andati persi già oltre 200 posti. Questo progetto va demolito: non tiene conto delle esigenze della città».
In un clima infuocato, le testimonianze dalle diverse zone della città si sono susseguite con un comune denominatore: il nuovo piano della sosta rischia di mettere la parola “fine” sulla sopravvivenza di tante attività, perché limita ulteriormente l’accessibilità del centro, già messo a dura prova dalla grande distribuzione fuori dalle Mura.
«Ci vogliono nuovi parcheggi a Lucca - incalza deciso Ademaro Cordoni - presidente di Confcommercio Lucca -. Alle osservazioni al piano aggiungeremo una richiesta esplicita di nuovi parcheggi. Faranno bene ai commercianti ma anche ai residenti,. Non si possono fare le cose così, a vanvera». È stata condivisa la sua proposta di corredare le osservazioni con una raccolta di firme estesa a più categorie. Una trattativa all’insegna della diplomazia, giudicata troppo “dolce” da una parte dei presenti inizialmente: ma sarà solo l’inizio. Se in questi termini la richiesta di bloccare «questo piano a senso unico che può rappresentare la fine del centro storico non andrà in porto, proveremo in tutte le maniere», conclude Martini. —
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