Il Tirreno

Lucca

 

Ricercatori a confronto per mettere la felicità al centro

Luigi Spinosi
Ricercatori a confronto per mettere la felicità al centro

Torna e si allarga a Capannori e Prato il Festival dell’Economia e della Spiritualità, con l’obiettivo di dare un contributo al meeting convocato dal Papa ad Assisi per il 2020 

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LUCCA. È un film ricco di messaggi e insegnamenti importanti, ma nel finale del premio Oscar “Green book” è contenuta, volontariamente o no, anche una domanda, la stessa che ci accompagna da generazioni. Due scene a confronto: da una parte il musicista ricco e famoso, che passa la vigilia di Natale nel suo appartamento colmo di opere d’arte, dall’altra il suo autista, che certo non naviga nell’oro, che passa la stessa serata circondato da parenti, amici e risate. E qui sorge naturale la questione che si diceva: ma la ricchezza davvero fa la felicità? Una questione dal vago sapore di luogo comune, ma che, in realtà, non è affatto banale. Anzi è una delle domande di fondo che accompagna la manifestazione organizzata da 4 anni Lucca (e che da quest’anno amplia i suoi confini), ossia il Festival dell’Economia e della Spiritualità. . La ricchezza fine a se stessa pare il leit motiv che anima non solo il mondo dell’impresa e della finanza, ma anche la vita stessa di molte persone, nonostante sia evidente la sterilità di questo principio. Occorre una riflessione, ed è questo che vuole fare il Festival presentato ieri mattina in municipio dal vicesindaco di Lucca Giovanni Lemucchi, dall’assessore di Capannori Francesco Cecchetti e da Francesco Poggi (ideatore, con padre Guidalberto Bormolini, della manifestazione).

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La presenza di Cecchetti sta a indicare una delle novità di quest’edizione del Festival, che da quest’anno (dal titolo “ri-animare l’economia”) varca i confini municipali di Lucca allargandosi facendo tappa anche a Capannori e a Prato. Un festival che già nel nome, come ha sottolineato Cecchetti, presenta due parole in apparente antitesi (economia e spiritualità), ma che invece di quei due termini vuol fare una sintesi. E l’obiettivo dell’edizione 2019 è quello di dare il proprio contributo al al vertice mondiale annunciato, proprio su questo tema, dal Pontefice: «Papa Francesco – ha spiegato Poggi – ha convocato per il marzo 2020 ad Assisi i giovani ricercatori e i giovani imprenditori di tutto il mondo per discutere di una nuova economia, sulla base della sua enciclica Laudato si’. Questo appuntamento è il nostro riferimento, e vogliamo fare di Lucca un passaggio verso Assisi, portare il nostro contributo».

Mettere l’uomo, e non il profitto al centro dell’economia. Si affronterà il tema in laboratori e incontri che vedranno la partecipazione di esponenti di primo piano del mondo accademico, dell’economia, della religione («Di tutte le religioni», viene sottolineato), della ricerca. Si parte il 17 settembre, a Lucca, con i “dialoghi sulla ricchezza”. Il 20, a Prato, ci saranno i laboratori sulò “progetto di un’economia spirituale”, che vedranno la partecipazione economisti e imprenditori.

Il festival tornerà in Lucchesia sabato 21, con un confronto su “Il mondo che sogniamo a partire da dove viviamo”, che sarà aperto dall’arcivescovo di Lucca monsignor Paolo Giulietti, con rappresentanti di istituzioni, movimenti, associazioni ed economisti che lavoreranno insieme (tra i presenti anche l’ex senatore Vannino Chiti e la presidente dei Verdi Grazia Francescato e il sindacodi Prato Matteo Biffoni). Seguirà il dialogo sulle “Vie della bellezza” col teologo Vito Mancuso e la scrittrice Mariapia Veladiano.

Domenica 22, alle 10 all’auditorium San Romano, confronto su “Economia civile e terzo settore”. Un tema in linea con la Lucca città del volontariato e che vedrà la partecipazione, tra gli altri,del sindaco di Assisi Stefania Proietti, in un “ponte” con l’appuntamento di marzo. Nel pomeriggio invece ci sarà la testimonianza di una vita al servizio di 5 Papi di Flaminia Giovannelli, prima donna laica a essere nominata sottosegretario del Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace. A chiudere, lunedì 23, l’incontro ad Artè di Capannori con Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale.

Ma il Festival proporrà anche momenti di spettacolo. E che spettacolo, con tre appuntamenti che vedranno la presenza di artisti tutti da ascoltare, e non solo per le liro note. Si tratta di Moni Ovadia, che la sera del 17 settembre sarà a Capannori, ad Artè, di David Riondino, la sera del 20 settembre a Prato al monastero di San Leonardo, e di Vinicio Capossela, che il 26 settembre sarà all’auditorium San Romano di Lucca (un appuntamento che dovrebbe essere preceduto da un incontro con i ragazzi dell’istituto Boccherini).

Insomma, tante occasioni per parlare di economia, e per cercare di trasformare quello che (e talvolta a ragione) viene visto come un mostro in un mondo da indirizzare verso la diffusione della felicità. —

Luigi Spinosi
 

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