Sicurezza
Giunta comunale, il risiko delle nomine fra equilibri politici e di genere
Bianucci potrebbe sostiruire la Del Chiaro per Sinistra con. Dal Pd potrebbe arrivare Petretti: ma qualcuno dovrebbe uscire
LUCCA. Potrebbero innescare un “effetto domino” nella giunta comunale (e in consiglio, probabilmente, di riflesso) le annunciate dimissioni dell’assessora Lucia Del Chiaro, che lascerà il suo posto da amministratrice in Palazzo Orsetti e da biologa in Kedrion per dedicarsi alla professione di insegnante, dopo avere vinto una cattedra a metà fra i licei Vallisneri e Machiavelli. Non sarà facile sostituirla: per il tipo di deleghe che ha rivestito (politiche sociali, interventi su vecchie e nuove povertà, politiche della casa, politiche giovanili, cooperazione internazionale), per l’esperienza maturata nella prima metà di questo mandato amministrativo, per la provenienza politica (la lista Sinistra con Tambellini) e per il rispetto delle quote di genere (40% almeno di composizione femminile della giunta: le altre assessore sono Ilaria Vietina, Serena Mammini e Valentina Mercanti). . Si possono così prefigurare vari scenari, dando quasi per scontato – è una voce più che accreditata che circola negli ambienti di Palazzo Orsetti – che comunque una riflessione sulle deleghe degli assessori fosse già nell’aria, a metà mandato, appunto, e per dare una definitiva impostazione, anche per obiettivi, del governo della città targato Tambellini bis (in scadenza nel 2022). L’assessora Del Chiaro che lascia (che comunque, come ha annunciato, rimarrà fino a nuova configurazione della giunta) ha così sparigliato le carte: la riflessione in corso dovrà causa forza maggiore subire un’accelerazione.
Più ipotesi al momento si rincorrono, anche se la situazione rimane fluida. Per mantenere i numeri di maggioranza, sarà necessario il subentro in giunta di un altro nome proveniente dalle fila di Sinistra con Tambellini: a questo proposito circola quello di Daniele Bianucci, attuale capogruppo in consiglio della lista e già referente del sindaco per diritti civili e di genere. Ma la possibilità che subentri in blocco alla Del Chiaro è esclusa o quasi in primo luogo per questione di genere: se fosse lui il nuovo assessore al sociale e il resto della giunta rimanesse inalterata, verrebbe meno l’equilibrio, perché sarebbero sette uomini e tre donne. Quindi, Bianucci potrebbe entrare in giunta, ma con deleghe diverse dalla Del Chiaro: però in questo caso qualche altro componente del parlamentino lucchese potrebbe/dovrebbe lasciare (non una donna).
Tra l’altro, in casa Pd, un profilo di esperta in tematiche sanitarie e sociali potrebbe essere disponibile: come quello di Cristina Petretti, medico con pluridecennale esperienza nell’Asl Toscana Nord Ovest e allo stato attuale consigliera referente del sindaco per salute e sanità. Un profilo alto che potrebbe piacere a molti: ma se lei entrasse in giunta, qualcuno del suo stesso partito dovrebbe uscire. La matematica non è un’opinione.
Per alcuni il mosaico potrebbe essere così ricomposto. Per altri, molto più “conservatori” sull’attuale assetto della giunta, di altri cambiamenti oltre il subentro della Del Chiaro non se ne parla e non se ne dovrebbe parlare: in questo caso Sinistra con Tambellini dovrebbe indicare al sindaco un nome (o una rosa di nomi) di donne con i requisiti per sostituirla.
Una cosa è certa: a fare il primo passo “ufficiale” dovrà essere a questo punto proprio Sinistra con Tambellini (rappresentata in consiglio oltre che da Bianucci, anche da Pilade Ciardetti, presidente della commissione sociale tra l’altro, da non escludere tra i “papabili” per un ingresso in giunta), presentando la rosa di nomi al sindaco Alessandro Tambellini. Che intanto ha avviato una riflessione per suo conto: sarà suo il delicato compito di rimettere insieme equilibri politici e di genere, ma anche un assetto della giunta che dovrà arrivare al 2022 e soprattutto portare a compimento i tanti obiettivi per i quali si è impegnata nel 2017.
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