Lutto
Pane ammuffito in ospedale: l'Asl richiama la ditta, scatta la polemica in Regione
La paziente che ha denunciato il fatto è stata dimessa. Marchetti interroga la giunta, Montemagni in visita al S. Luca
LUCCA. «Il pane ammuffito? Per fortuna mi hanno dimessa, ma ieri mattina ho raccontato tutto alla caposala». Rossana, la 41enne lucchese che ha denunciato di aver ricevuto del pane ammuffito all’ospedale San Luca, non immaginava di scatenare tutto questo putiferio. «Ma sono contenta che sia successo – dice – È stata una cosa scandalosa. Stamani ho consegnato il pane che avevo conservato alla caposala, che lo utilizzerà nella sua segnalazione alle ditte fornitrici. Anche se lei non c’entra con l’accaduto, si è scusata ed è stata molto gentile. Ma non ancora rinunciato alla denuncia».
Sulla faccenda è intervenuta l’Asl, per sedare le polemiche che stavano montando sui social, dove ieri hanno cominciato a comparire foto (la cui veridicità è da verificare) di pane ammuffito. Al momento l’unica segnalazione ricevuta dall’azienda è quella della signora Rossana. «La direzione medica del “San Luca” ha ricevuto comunicazione del problema da parte del personale infermieristico che aveva provveduto già, con il sistema informatizzato, alla notifica della non conformità al provider del servizio. A seguito della comunicazione la direzione ospedaliera ha fatto un sopralluogo di verifica delle cucine, oltre a inviare un richiamo formale alla ditta incaricata dell’erogazione del servizio. Dalla verifica ispettiva effettuata sugli alimenti presenti nel centro cottura non è emersa alcuna difformità, tuttavia è stata richiesta una revisione delle procedure di controllo e tracciabilità degli alimenti. Si precisa che l’approvvigionamento del pane utilizzato per i pasti in ospedale è giornaliero da un panificio locale ed è la prima volta che viene rilevato un disservizio di questo tipo, sicuramente grave ma limitato a questo evento. Oltre ai controlli di routine, che già vengono eseguiti in maniera costante, saranno effettuate verifiche aggiuntive finalizzate a garantire sempre maggiore sicurezza e qualità del servizio reso all’utenza».
Intanto sulla faccenda si è scatenata anche una battaglia politica. «La qualità dei pasti in ospedale non è un’opinione. Esistono specifiche linee di indirizzo diramate dal Ministero della salute su standard, controlli, qualità percepita e qualità totale. Regione e Asl le facciano rispettare e intanto però spieghino come sia potuto capitare che al San Luca di Lucca sia stato somministrato ai pazienti pane ammuffito e se qualcuno lo abbia inavvertitamente ingerito»: a chiedere lumi sulla qualità dei pasti nelle corsie dell’ospedale lucchese è il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti.
Dal leggere la notizia sul Tirreno al prendere in mano carta e penna Marchetti ci ha messo un attimo: «Ho presentato alla giunta regionale un’interrogazione sul caso specifico di Lucca, più una mozione per chiedere una ricognizione sulla qualità percepita dai pazienti relativamente al vitto loro somministrato in tutti gli ospedali toscani. Il Ministero prevede interviste e questionari specifici per indagare l’outcome, vale a dire in pratica cosa resta nel piatto indice di sgradimento da parte del paziente. Se i dati ci sono li si elaborino, sennò si avvii la raccolta di informazioni e poi su quella base si riformuli l’offerta. La nutrizione per un malato – osserva Marchetti – concorre al buon esito del percorso clinico. Io ho controllato: nelle linee guida ministeriali di muffe non si fa menzione».
Sarcasmo a parte, sul caso Lucca Marchetti snocciola una raffica di quesiti per sapere dalla giunta toscana «come collochi l’evento denunciato, e per la verità non isolato rispetto al panorama regionale, rispetto alle Linee di indirizzo ministeriali sulla materia», «se non ritenga di voler avviare una ricognizione complessiva su capitolati, fornitori e filiera del servizio nutrizionale per accertare come possa accadere che in un ospedale si somministri cibo con presenza di muffe e se sia stato verificato che nessun paziente ne abbia accidentalmente ingerito», ecc.
«Comprendiamo benissimo e condividiamo pienamente – afferma Elisa Montemagni, capogruppo in consiglio regionale della Lega – lo stupore e l’indignazione di quella paziente ricoverata all’ospedale San Luca di Lucca che, per cena, si è vista propinare del pane ammuffito. Un fatto inaccettabile, ancor di più perché il problema è stato riscontrato in un nosocomio dove le attenzioni anche in ambito alimentare dovrebbero essere ai massimi livelli. Organizzeremo nei prossimi giorni, una visita al San Luca per verificare direttamente lo stato delle cose; non vorremmo che, oltre a fronteggiare il batterio killer, ci siano anche da monitorare ed analizzare i pasti, serviti a chi è ricoverato in una struttura sanitaria».
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