Gioco
Appartamenti senza acqua calda da tre mesi Gli anziani si lavano in un bagno in comune
Il problema riguarda una dozzina di persone che abitano nel “Colonnato”: per fare la doccia si spostano in un altro edificio
Da tre mesi con la caldaia rotta. Quindi senza acqua calda. Un disagio non indifferente per una dozzina di persone anziane che abitano negli appartamenti e nella casa famiglia del cosiddetto “Colonnato”, all’interno del centro anziani di Monte San Quirico di proprietà del Comune e gestito dalla cooperativa Pro.Ges. Ormai da tutta l’estate, quando hanno bisogno di farsi la doccia, gli anziani sono costretti a fare la spola tra le loro residenze e l’edificio del centro diurno perché nel loro bagno privato dai rubinetti arriva solo acqua fredda. Il tutto a determinati orari avendo a disposizione un solo bagno comune.
A sollevare il problema è stata una persona che frequenta il centro anziani la quale racconta quali siano le difficoltà a cui devono far fronte gli anziani, seppur autosufficienti, tutte le volte che hanno bisogno di lavarsi.
«Da tre mesi la caldaia non funziona - racconta - e il mio pensiero è che ora l’estate è quasi finita e con i primi freddi le persone che abitano nel “Colonnato” rischiano di non avere nemmeno il riscaldamento. Per la permanenza in questi appartamenti gli anziani pagano una retta che comprende anche l’acqua calda senza che di fatto ne stiano usufruendo. Bisogna poi considerare - aggiunge - che ci sono anche persone che hanno più di ottant’anni e per loro non è certo agevole attraversare il piazzale esterno con tutti i vestiti e il resto dell’occorrente in mano. Il tragitto non è lungo ma la scomodità resta soprattutto perché stiamo parlando di persone anziane. In più ci sono degli orari prestabiliti nei quali si può usufruire di questo bagno che per il resto del tempo è chiuso a chiave».
La mancanza di acqua calda ha creato anche degli altri disagi a chi ad esempio ha bisogno di farsi la barba. «La soluzione è quella di accendere la piastra elettrica di cui sono dotati gli appartamenti - dice - e scaldarsi l’acqua. D’estate ovviamente non era l’ideale viste le temperature: la casa si riscaldava parecchio». In più alcuni anziani usufruiscono anche del servizio di assistenza domiciliare.
«Il disagio si ripercuote anche su di loro - conclude - perché dovendo spostare gli anziani dagli appartamenti al centro diurno per lavarli i tempi si allungano. Non riesco a capire come mai il problema non sia ancora stato risolto visto che sono passati dei mesi. In fondo si tratta di una caldaia che va riparata o eventualmente sostituita». —
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