Il Tirreno

Lucca

il monumento rinato 

Restauro finito alla Pieve È il momento della festa

Restauro finito alla Pieve È il momento della festa

La comunità di Marlia ritrova la chiesa danneggiata dal terremoto del 2013 ma resta ancora un grosso impegno finanziario da affrontare

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CAPANNORI. Conto alla rovescia per la comunità Marlia, per un evento che va al di là del suo, seppur profondo, significato religioso. Sabato 21 la pieve tornerà al paese nella sua interezza, chiudendo una brutta storia iniziata in un pomeriggio di gennaio di 6 anni fa, quando una scossa di terremoto rese l’edificio sacro inagibile. Per la comunità fu un colpo duro, durissimo, ma che certo non bastò a piegarne lo spirito. La chiesa fu dichiarata inagibile, con le cerimonie che furono spostate nella vicina chiesa di Santa Caterina.

Ma la mobilitazione per la sua rinascita partì da subito, e, con parziali riaperture, prima del corridoio centrale della chiesa, poi di parte della Pieve.

Ma restava ancora un grande (e costoso) lavoro da fare per riportare la pieve medievale all’originale splendore. Intervento per il consolidamento della struttura, ma anche per restaurare gli affreschi che ne caratterizzano la volta. Un intervento notevole, in parte finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, in parte dalla Cei, in parte dalle iniziative organizzate per questo dalla stessa comunità parrocchiale. Un lavoro, quello finanziario (seguito per la parrocchia dall’instancabile economa del gruppo parrocchiale Ida Battaglini) che però, al contrario di quello materiale, non è ancora finito. Sulle spalle c’è ancora un pesante mutuo (da 700mila euro) da onorare. Ma, paradossalmente, questo peso potrebbe tradursi in un rafforzamento del senso di comunità, attraverso le iniziative organizzate attorno alla parrocchia per sostenerlo. Ma adesso si avvicina il momento della festa, per la parrocchia guidata dal pievanomonsignor Agostino Balducci, festa che ha già una data. Anzi, ne ha più di una. Perché se il 21 settembre si celebrerà la Pieve ritrovata, è anche vero che tanti eventi precederanno e seguiranno quella data.

Ma partiamo proprio da sabato 21, quando alle 17, la Pieve finalmente rinata, aprirà le sue porte per presentarsi dopo i lavori. Alle 17,30 poi ci sarà la celebrazione eucaristica di ringraziamento che verrà presieduta dall’arcivescovo di Lucca monsignor Paolo Giulietti, cui seguirà un momento conviviale nel centro parrocchiale Giovanni Paolo II. Quello sarà il giorno ufficiale della rinascita, ma il calendario in realtà si aprirà già mercoledì 18 quando, alle 21 in piazza don Matteoni di Marlia, ci sarà (a proposito di iniziative a sostegno dei lavori) la maxitombola. Giovedì 19, invece, sempre in piazza don Matteoni e sempre alle 21, ci sarà il concerto della banda Catalani e della corale Santa Cecilia. Nella sera della vigilia dell’inaugurazione, venerdì 20, ci sarà la marcia “Un popolo in cammino”, da Santa Caterina a piazza Matteoni.

Gli eventi proseguiranno poi nella settimana successiva: martedì 24, alle 21 nella chiesa parrocchiale, ci sarà la presentazione del volume “Memorie di don Carlo Matteoni”, con un dialogo tra il curatore dell’opera Giovanni Macchia e il responsabile del Centro diocesano per la cultura don Piero Ciardella (il tutto accompagnato dal “Complesso di Flauti Doci” diretto dal professor Cipriani). Infine venerdì 27, alle 21, sarà don Daniele Martinelli, direttore dell’Ufficio dei beni culturali dell’Arcidiocesi a guidare i presenti nei luoghi più significativi della Pieve. —

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