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Torneranno presto a suonare le campane di San Frediano

Rossella Lucchesi
Torneranno presto a suonare le campane di San Frediano

Monsignor Giannotti dà l’annuncio: «Il restauro è ormai quasi ultimato». L’ingegner Cecati avalla il progetto per un museo della diocesi nel complesso

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LUCCA. La realizzazione di un museo di arte sacra nel complesso monumentale di San Frediano e l’apertura al pubblico del campanile della basilica, ma anche il recupero dell’ex ostello. Sono i temi che hanno riscaldato la serata conclusiva del talk show estivo condotto dal giornalista Paolo Mandoli nel chiostro di Santa Caterina, da martedì sera sono emerse proposte importanti che potrebbero cambiare volto e valorizzare uno degli spazi più suggestivi e ricchi di storia della città. Ospiti della serata, monsignor Michelangelo Giannotti, rettore della basilica di San Frediano e vicario generale della Diocesi di Lucca, nonché responsabile di arte sacra e beni culturali della stessa diocesi e l’ingegner Francesco Paolo Cecati, per anni funzionario della sovrintendenza di Lucca.

Ad aprire il dibattito, l’intervento di Cecati che ha fatto un excursus sulla storia dei principali monumenti di Lucca, evidenziandone le caratteristiche e le ipotesi per la loro valorizzazione, spostando poi l’attenzione sul complesso di San Frediano, «uno dei più antichi luoghi di culto cattolici, nel quale è nato l’ordine dei Canonici lateranensi e che fu sede di una grande università, la cui funzione cessò dopo la gestione Baciocchi per diventare, in seguito, scuola secondaria. Ora - ha aggiunto - essendo Lucca una delle prime diocesi della cristianizzazione, con un immenso patrimonio artistico a disposizione, credo che la cosa più ragionevole sarebbe riprendere il progetto del museo di arte sacra e portarlo a conclusione, trovandogli spazio negli ambienti del complesso di San Frediano, quelli a mio avviso più congeniali. Servirebbe però l’intervento delle istituzioni per reperire le risorse necessarie al recupero degli oggetti e soprattutto al restauro degli ambienti che avremmo individuato nella parte vecchia del Real Collegio, in prossimità dei quali potrebbero trovare posto laboratori artigiani che darebbero lavoro a molte persone».

Cecati è convinto che il risultato sarebbe straordinario e, una volta realizzato, il progetto potrebbe essere un buon alleato dell’economia locale e un grosso richiamo per il turismo religioso. «Chi amministra la città dovrebbe capire quanto sia importante riportare alla luce preziosi tesori dell’arte antica, soprattutto se essi raccontano la storia di una comunità religiosa come la nostra, molto radicata sul territorio» interviene monsignor Michelangelo Giannotti, auspicando l’intervento del Mibac e della Regione Toscana come è avvenuto per il museo della Cattedrale. L’idea sarebbe comunque ricomporre l’intero complesso di San Frediano, destinandolo in parte ad uso turistico, programmando anche il recupero dell’ostello adiacente, oggi abbandonato che potrebbe tornare ad uso ricettivo, magari per ospitare giovani e pellegrini. Continuando comunque a utilizzare i chiostri per eventi di richiamo come il Desco.

Intanto l’apertura del campanile è ormai cosa certa. «I lavori procedono e contiamo di aprire al pubblico a inizio 2020, utilizzando l’ingresso dalla basilica» annuncia monsignor Giannotti, ricordando che «oltre alla stabilizzazione dei merli, al rifacimento del tettuccio e al ripristino dei mattoni che rivestono le pareti interne, verrà ripristinato anche il “doppio” delle campane che saranno suonate a mano, come un tempo. La campana di Santa Zita è in fonderia e sarà collocata in chiesa, mentre sul campanile andrà una copia». —
 

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