Lutto
Residenze sanitarie per anziani e disabili destini incrociati per due progetti
Un consorzio di Firenze interessato all’ex cartiera Pasquini La Fondazione Crl alla finestra. Le ipotesi per Villa S. Maria
Residenze sanitarie per anziani, strutture per i disabili e progetti per il “dopo di noi”: qualcosa si muove. Sono settimane di fermento a Lucca: in pentola bollono diverse idee che entro un mese o poco più dovranno trasformarsi in progetti concreti. Tutto ruota intorno alle Rsa, le residenze sanitarie assistite per anziani, quelle che un tempo si chiamavano “case di riposo”: dal gennaio 2017 la legge regionale ha rivoluzionato questo mondo introducendo la cosiddetta “libera scelta”, ovvero la possibilità per i cittadini di decidere la struttura socio-sanitaria preferita e in questa spendere il cosiddetto “titolo d’acquisto”. Si tratta del documento rilasciato dai servizi sociosanitari territoriali con il quale viene riconosciuta al cittadino la necessità di cure assistenziali e di conseguenza vengono indicati la quota sanitaria (53 euro) e quella sociale (53 euro) a carico del Comune. Sta poi al cittadino decidere dove spendere il suo “biglietto”. I Comuni non devono preoccuparsi di avere posti disponibili in strutture per soggetti non autosufficienti, basta che garantiscono un certo numero di quote sociali (assegnate in base all’Isee) ed è poi il cittadino a decidere se andare in una struttura pubblica o da un privato accreditato. Si va sul portale regionale delle Rsa e si sceglie in quale struttura alloggiare, un po’ come se si prenotasse un hotel su Booking.
Una novità che sta provocando scosse anche a Lucca, dato che il business sembra remunerativo e le strutture non abbondano. Villa Santa Maria, ad esempio, è chiusa da oltre un anno: i suoi 30 ospiti hanno scelto di andare in altre Rsa, mentre i lavoratori sono stati riassorbiti altrove. La struttura necessità di importanti lavori di ristrutturazione (oltre 2,5 milioni di euro): si era pensato a un bando che assieme alle concessione prevedesse per l’aggiudicatario l’onere degli interventi. Ma per ora non se n’è fatto niente e tra poco spieghiamo il perché.
La Pia Casa è attiva ma ci sono voci che è bene fugare. Secondo i rumors la struttura avrebbe bisogno di importanti interventi di ristrutturazione e sarebbe a rischio chiusura. Niente di vero al momento, a parte il fatto che i tecnici del Comune stanno facendo dei sopralluoghi per valutare lo stato dell’arte. In ogni caso i lavori da fare non sono tali da imporre la chiusura dello stabile.
Le novità maggiori riguardano l’ex cartiera Pasquini in via Buiamonti: lo scorso 25 agosto scadeva il termine fissato dalla romana Torre sgr (che gestisce il fondo immobiliare Pioneer Re Star) per presentare offerte da parte di potenziali acquirenti. Sul tavolo ci sarebbero almeno due proposte: una di un gruppo di imprenditori del nord Italia, intenzionati a trasformare l’ex opificio in alloggi da rivendere; l’altra, invece, arriva dalla vicina Firenze, dove un consorzio di cooperative sarebbe interessato a realizzare nei 6mila metri della vecchia industria Pasquini una residenza sanitaria assistita (Rsa), con annessa una residenza sanitaria per disabili (Rsd). Un progetto che potrebbe trovare il sostegno il sostegno economico della Fondazione Crl (ma solo a patto che vi sia la Rsd) e che è guardato con interesse da molte associazioni del territorio: Anffas, Misericordia di Corsagna, Crea di Viareggio, ecc. Se ne sta parlando, ma ci sono alcuni nodi da sciogliere: innanzi tutto c’è da acquistare l’immobile e adeguarlo alle nuove esigenze (servono 10 milioni di euro). Inoltre la compresenza di Rsa e Rsd in uno stesso luogo non è considerata ottimale da tutti gli attori seduti al tavolo.
In secondo ordine l’amministrazione comunale di Lucca sta riflettendo su come utilizzare Villa Santa Maria: nella conferenza zonale i Comuni dell’area hanno chiesto un monitoraggio relativo ai bisogni dei soggetti con disabilità presenti sul territorio. Se l’esito di questo studio dovesse confermare la carenza di servizi rispetto alla domanda, il Comune potrebbe fare un bando per realizzare a Villa Santa Maria una struttura modulare per disabili con le tre tipologie di sistemazione previste dalla Regione in base al tipo di impegno che richiedono gli ospiti: Rsd, Cap (comunità alloggi protetti) e strutture per il Dopo di noi. Una ipotesi non esclude l’altra ma chi deve investire sta facendo le opportune valutazioni.
Certo è che di queste strutture c’è necessità: «Il nostro territorio è indietro di almeno 20 anni da questo punto di vista – spiega Gabriele Marchetti, presidente di Anffas – Abbiamo appena 21 posti a disposizione: 8 al Cap di San Leonardo in Treponzio e 11 nella Rsd di Maggiano. Nei territori limitrofi ci sono da 50 a 100 posti, è una carenza a cui bisogna porre rimedio». —
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