Sicurezza
Una targa per ricordare Giovanni Bolcioni
«Sono Divo Stagi: il 4 settembre 1944, a vent’anni, abbandonata la tana dove mi ero nascosto mescolandomi tra i cinghiali nei boschi dei Monti Pisani, finalmente tornavo a casa al fiancodell’amico del cuore Giovanni Bolcioni cantando per dimenticare le atrocità viste e subite nei lunghi dieci mesi di latitanza».
«Giovanni - continua il racconto di Stagi, autore del libro “Il racconto della mia vita” - fu falciato al mio fianco da una raffica tedesca proprio quel giorno, a quattro passi da casa e a guerra quasi finita. Io, ancora una volta la scampai per un improvviso presentimento e ora sono un sopravvissuto di 95 anni e non so dirvi quante volte nella mia vita sono stato svegliato dal grido di Giovanni o da quello dei tedeschi. Certamente sapete che nei giorni scorsi è stato presentato un mio libro dove ho raccontato molti particolari di quegli eventi ma, non è di questo che intendo parlare».
Stagi ha commosso tutti, ieri al Cred in via Sant’Andrea presentando il suo libro e raccontando la storia dello sfortunato amico Giovanni. In onore del quale, domani (4 settembre) alle 17 in via per Gattaiola (vicino al civico 1219) a Meati sarà scoperta una targa, con incise le uniche parole veritiere sulla tragica fine di Giovanni Bolcioni. Interverranno esponenti dell’amministrazione comunale e il vescovo. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
