Finanza
Una “targa” e una guida multilingue sui risciò
Dopo il divieto e il ricorso (vinto) al Tar, arrivano una serie di gesti distensivi verso il Comune da parte dei noleggiatori
LUCCA. Basta con la “guerra dei risciò”. Una sorta di mano tesa arriva dai noleggiatori, ossia proprio da coloro che quella guerra non l’avevano dichiarata, ma subita (sotto forma di un’ordinanza del Comune che ne proibiva la circolazione). E arriva dopo che il Tar aveva accolto la loro opposizione, annullando il divieto. Il tutto mentre si attende una valutazione per procedere con una richiesta di danni per il periodo di blocco della circolazione.
Insomma, in questo momento, per usare una metafora, sono proprio i noleggiatori di bici e risciò ad avere il coltello dalla parte del manico. Ma proprio da loro arriva invece una proposta distensiva, sotto forma di una serie di idee. A illustrarle, per conto della categoria, Marco Ninci: «Intanto, in vista della presentazione del piano della mobilità, faremo un’osservazione con le nostre proposte su zone di passaggio e parcheggio dei risciò. Proposte che non vogliono essere intoccabili: le presenteremo e chiederemo un confronto con il Comune e la polizia municipale, in modo da trovare un punto d’incontro soddisfacente per tutti». L’operazione distensiva sarà diretta anche verso i residenti, con un’iniziativa tutta per loro in programma il prossimo mese: «Per due pomeriggi, ad ottobre, daremo la possibilità ai lucchesi, di utilizzare il risciò gratuitamente per una mezzora, in modo che possano rendersi conto di cosa si tratta». A queste idee se ne aggiungono altre due iniziative. Intanto l’installazione di un codice identificativo (una sorta di targa) su ogni risciò, in modo che in caso di comportamento scorretto da parte di chi lo usa, possa essere identificato il mezzo e, di conseguenza, chi lo ha noleggiato in quel momento. L’altro è invece un cartello posto sul “cruscotto” dei risciò, impossibile da non vedere per chi lo sta guidando, dove, in 5 lingue, vengono spiegati comportamenti da tenere e obblighi da rispettare (non superare certe velocità, non far guidare minorenni, non entrare nelle aree pedonali e così via). «In questo modo non ci saranno giustificazioni per chi non rispetta le regole – spiega Ninci – e ci assicuriamo che chi noleggia i risciò sia informato dei comportamenti da tenere, evitando fraintendimenti dovuti per esempio alla lingua».
«Potevamo anche disinteressarcene, ma non vogliamo un muro contro muro, non porta a nulla – aggiunge Ninci – dopo questa nostra proposta con il Comune ci vogliamo parlare». E per superare la situazione di conflittualità («L’amministrazione non ci ha accontentato né contattato») nata con la famosa ordinanza, i noleggiatori hanno in cantiere altre due idee, da sviluppare (possibilità economiche permettendo) dalla prossima stagione turistica: la prima è quella di dotare i singoli risciò di un Gps e di un tablet, che faccia scattare una segnalazione rivolta al guidatore quando entra in una zona interdetta a quei mezzi. L’altra è quella di ricorrere a degli steward sul territorio, in particolare sulle Mura, per invitare chi viaggia in risciò – in caso di comportamento sbagliato – a rispettare le regole. —
Luigi Spinosi
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