Il Tirreno

Lucca

Asl, inizia il valzer degli incarichi: lucchesi a rischio e nuovi papabili

Gianni Parrini

Tre capi dipartimento in standby, la dg decide questo mese Maielli dice no alla Sud est e resta al S. Luca. Tomasi saluta

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Asl nord ovest, inizia il valzer delle poltrone. Tre capi dipartimento “lucchesi” sono in bilico e rischiano di uscire dalla stanza dei bottoni, altri invece potrebbero entrarci.

la catena di comando

La struttura operativa dell’Asl Toscana nord ovest è così costituita: una quindicina di dipartimenti di cui quelli ospedalieri (8) sono i più importanti. Poi ci sono le aree, strutture intermedie tra i dipartimenti e i reparti: sono 22 e ciascuna ha un suo capo. Alla nascita della nuova aslona (che inglobava le vecchie aziende di Lucca, Viareggio, Massa Carrara, Pisa e Livorno) la città dell’arborato cerchio era quella che nella spartizione della torta aveva ottenuto i risultati migliori: 5 i dipartimenti con “lucchesi” al vertice, contro i 4 della Versilia e i 3 di Massa, Pisa e Livorno. L’Emergenza urgenza (118 e Pronto soccorso) a Ferdinando Cellai, il Materno infantile (le ginecologie e le Maternità) a Raffaele Domenici. Tra i dipartimenti per l’organizzazione territoriale la Salute mentale andava a Roberto Sarlo, Risorse Umane ad Alessia Macchia, Patrimonio a Nicola Ceragioli. Tre, invece, i “lucchesi” responsabili di area: Alberto Tomasi (Igiene e Sanità Pubblica), Danila Garibaldi (Farmaceutica territoriale), Gabriele Marchetti (Nuove opere). In tre anni e mezzo le cose sono molto cambiate: Domenici e Marchetti sono andati in pensione, Tomasi li seguirà il 13 ottobre, mentre la dottoressa Macchia ha lasciato il pubblico per approdare a Imt. Perdite solo in parte compensate dalla nomina a capo del dipartimento della Medicina generale di Guglielmo Menchetti e di Beatrice Milianti al vertice dell’area di Neuropsichiatria infantile.

I sospesi

Il futuro resta incerto per dirigenti Cellai, Sarno e Ceragioli, attualmente in stand-by: il loro incarico in qualità di capi dipartimento è scaduto a fine luglio. Dato l’accavallamento con l’estate i vertici dell’azienda hanno stabilito una proroga di due mesi e così entro fine settembre, la direttrice generale Maria Letizia Casani dovrà decidere se confermarli o sostituirli. «Siamo in attesa», rispondono i diretti interessati che in questa fase preferiscono non sbilanciarsi.

Papabili

Se da un lato sono usciti dirigenti importanti e altri sono a rischio, almeno una perdita è stata scongiurata. È quella della dottoressa Michela Maielli, da gennaio 2017 responsabile del presidio ospedaliero di Lucca. In realtà la dottoressa Maielli è una “sostituta”: il posto è del dottor Luca Lavazza, prima chiamato a ricoprire l’incarico di direttore sanitario dell’azienda ospedaliera universitaria di Careggi e ora trasferitosi in Umbria. La dottoressa Maielli, molto stimata nell’ambiente, di recente ha ricevuto un’allettante proposta dall’ex direttore generale dell’Asl 2 di Lucca Antonio D’Urso, oggi al vertice dell’Asl sud est. Conoscendola e apprezzandola, D’Urso le ha offerto la responsabilità del dipartimento della rete ospedaliera di tutta l’aslona Arezzo-Siena-Grosseto. Dopo un colloquio con la dg Casani, Maielli ha declinato l’invito: resterà a Lucca. Chissà che a questo punto non possa essere una “papabile” per il ruolo di responsabile della rete ospedaliera nell’Asl nord ovest, incarico vacante da quando la “versiliese” Grazia Luchini si è spostata a Cisanello. Lucca potrebbe cooptare un altro pezzo da novanta: si tratta del dottor Franco Carnesecchi, capo del dipartimento delle Specialità chirurgiche di tutta l’aslona. Il medico, asso della robotica attualmente a Pontedera, ha partecipato al concorso per venire a Lucca. —

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