Il Tirreno

Lucca

Commercio in lutto, è morto l’orafo Antonio Landucci Pellegrini

Barbara Antoni
Commercio in lutto, è morto l’orafo Antonio Landucci Pellegrini

Lucca dice addio a una delle figure storiche del centro: orefice, aveva trascorso oltre 60 anni in negozio

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LUCCA. Il commercio storico di Lucca è in lutto per la scomparsa del cavalier Antonio Landucci Pellegrini, titolare, con il figlio Diego, dell’oreficeria Pellegrini in via Fillungo. Il cavalier Antonio è deceduto sabato 31 agosto, all’ospedale San Luca dove era ricoverato. Aveva 88 anni.. Con lui se ne va un lungo pezzo di storia del mondo commerciale cittadino. La sua vita ha rappresentato un’esperienza unica, in un settore che lo ha portato a conoscere grandi nomi della nobiltà, non solo lucchese. «Quando i Savoia soggiornavano nella tenuta di San Rossore, le dame di compagnia erano tutte lucchesi - aveva raccontato in un’intervista al Tirreno nel 2014 -. Tutte le volte che i regnanti avevano bisogno di un orefice si rivolgevano a noi. A volte per ringraziarci del nstro lavoro, ci scrivevano anche delle cartoline da San Rossore: le conserviamo ancora».

«Sono in negozio da sessantacinque anni», raccontava ancora cinque anni fa. Sì, perché il giovane Antonio aveva cominciato a lavorare nell’elegante oreficeria in via Fillungo quando ancora frequentava il liceo scientifico. La sua volontà era talmente grande da pensare di poter portare avanti studio e lavoro in contemporanea. Ma poi, con la scomparsa, in giovane età, di uno dei due fratelli allora titolari, lui venne impiegato a tempo pieno nell’attività e, seppure con grande rammarico, dovette abbandonare gli studi.

Dal banco del negozio in via Fillungo, tra ori, gemme e preziose argenterie, il signor Antonio, poi divenuto cavaliere per i meriti riconosciuti, aveva visto Lucca cambiare, attraversare la guerra («a causa del conflitto dovemmo chiudere il negozio tra il 1942 e il 1944», aveva raccontato ancora nell’intervista) e poi risorgere. Aveva visto il boom economico e, decenni più tardi, la crisi. Ma lui, nonostante la sua età non più verde, continuava a credere nel suo lavoro: una missione quella di tenere alto il nome, non solo il suo ma anche quello della sua amata Lucca. Alla quale mancherà, e molto. Da quando si è diffusa la notizia della sua morte, per tutti quelli che lo conoscevano il dolore è stato grande. Chi non lo ricorda, anche la sera, quando tornava nella sua abitazione in piazza San Salvatore con il suo cane fedele. «Antonio è stato un signore della gioielleria e del commercio - lo ricorda l’amico Rodolfo Pasquini, direttore di Confcommercio -. È stato una colonna, insieme a pochi altri, nel suo settore. Tutta la nobiltà lucchese è passata dal suo negozio, da sempre specializzato in argenterie».

La salma del cavalier Landucci Pellegrini sarà esposta nella sala del commiato del Campo di Marte da domattina. Domani alle 15 (funerale curato dall’agenzia della Misericordia) muoverà da qui il corteo funebre: la messa si svolgerà alle 15,30 nella chiesa della Misericordia in piazza San Salvatore. Lascia la figlia Lucilla e il figlio Diego, con la moglie Barbara e i figli Guido e Silvia. Alla famiglia tutta le condoglianze del Tirreno. —

Barbara Antoni
 

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