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Pini pericolosi in centro tra radici affioranti e rami che vengono giù

Luigi Spinosi
Pini pericolosi in centro tra radici affioranti e rami che vengono giù

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porcari. Sono belli, bellissimi. Ma sono anche assai pericolosi. Lo sostengono gli arboricoltori, lo testimoniano episodi anche drammatici avvenuti un po’ ovunque, pure vicino a noi, lo dimostra quanto accaduto in città. Stiamo parlando dei pini marittimi, piante molto usate in passato come elementi di arredi urbano, soprattutto tra l’inizio e gli anni cinquanta del secolo scorso. Adesso però, a distanza di tempo e con le piante cresciute, i nodi stanno venendo al pettine e ci si rende conto che quella scelta di decenni fa, forse, non era quella migliore. Il risultato è che ora le amministrazioni si trovano davanti a un grosso problema. Cosa fare? Abbatterli, impoverendo il paesaggio e sollevando inevitabili polemiche? Oppure tenerli e, con loro, anche tutti i pericoli che questo comporta (e sollevando pure in questo caso polemiche)? Un dilemma che prima o poi si troverà ad affrontare anche il Comune di Porcari.

In particolare per quanto riguarda uno degli angoli più belli della città, piazza Orsi, proprio davanti al municipio. Qui, venerdì, è dovuta intervenire urgentemente una ditta specializzata per rimuovere alcuni rami pericolanti, dopo la breve bufera che si era abbattuta sulla Piana. Ma a preoccupare non è quel caso, ma il fatto che non si tratta di un singolo episodio: «Poco tempo fa un ramo di 30 centimetri di diametro è caduto vicino a una panchina, e solo per un caso in quel momento non ci stava nessuno sotto – spiega il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Franco Fanucchi – pochi giorni dopo ci sono stati tre rami rotti in viale Marconi, adesso questo caso. Gli incidenti si susseguono, nonostante le grosse cifre che ogni anno spendiamo per la manutenzione delle piante».

Piante da cui bisogna guardarsi, anche se occorrerebbe una visuale speciale, visto che i pericoli dei pini arrivano sì dall’alto (per i rami e non solo) ma anche dal basso: «Le radici affioranti danneggiano marciapiedi e strade – riprende l’assessore – e ci costringono a continui e costosi interventi sul manto stradale, e abbiamo una sfilza di denunce contro il Comune per persone che inciampano nelle radici o per i danni provocati dalla caduta delle pigne (sì, perché i pini hanno anche questa caratteristica particolarmente insidiosa ndr). Insomma, è arrivato il momento di avviare un discorso sulla sicurezza di viale Marconi e di piazza Orsi, frequentata da tante persone e da tanti bambini».

Come si tradurrà in pratica quel discorso è però ancora tutto da decidere. Al momento non si parla di abbattimenti (finora il Comune si è limitato alla sostituzione dei soli pini per i quali il taglio era inevitabile, sostituendoli con dei lecci: più sicuri, autoctoni e non meno belli): «Il nostro mantra è la sicurezza – si limita a dire Fanucchi – a tutto tondo, sotto tutti i profili. Per questo ho dato mandato al mio ufficio di studiare delle soluzioni che siano condivise e in grado di garantire la sicurezza».

Soluzione che non appare comunque facile da trovare. Nel caso dei pini, infatti, la semplice manutenzione non basta: la loro caratteristica è, crescendo, quella di sviluppare una grossa (e pesante) chioma molto in alto, cui fa da contraltare un apparato radicale superficiale, e più che la biologia è la fisica a rendere questa situazione insostenibile. E basta una bufera di vento un po’ più intensa del solito per provocarne la caduta. E un conto è un pino che cade in un campo, un altro (basti pensare alla devastazione della vicina Pistoia dopo la tempesta del 5 marzo 2015) è quando questi vengono giù in mezzo a una città. —

Luigi Spinosi

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