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Italia Nostra: «Le reti sulle Mura? Ridicole. L’allarme sicurezza non esiste»

Barbara Antoni
Italia Nostra: «Le reti sulle Mura? Ridicole. L’allarme sicurezza non esiste»

La Soprintendenza: «Provvedimento temporaneo». Il sindaco: «Subito i lavori per installare ringhiere e alzare i poggi»

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LUCCA. «Un provvedimento ridicolo». L’ex funzionario della Soprintendenza Glauco Borella, oggi presidente della sezione di Lucca di Italia Nostra, non usa mezzi termini per definire il provvedimento delle reti metalliche montate in sei punti delle Mura urbane dall’amministrazione comunale, in esecuzione di una segnalazione della procura di Lucca emessa dopo una serie di sopralluoghi per testare la sicurezza del monumento. «Sono stato per tanto tempo nella Soprintendenza di Lucca - spiega Borella, intervistato dal Tirreno -. Il fatto è che le Mura, come tutti i monumenti, vanno rispettate. La situazione è ovunque la stessa, non solo in quei punti. Basta passeggiarvi per vedere quanti stranieri mettono i loro figli sul parapetto per fare la foto. La colpa dei loro comportamenti è forse del Comune? E allora cosa si dovrebbe fare con le Dolomiti? o con la Torre di Pisa? Trovo questo provvedimento una stupidità, oltre che illegittimo: per applicare una misura del genere, occorre l’autorizzazione del ministero competente. Il Comune, eventualmente, può impedire l’accesso alle Mura».. Secondo il presidente Borella, il problema della sicurezza sulle Mura urbane è «inesistente» e l’allarme creato intorno al monumento (in particolare dopo l’incidente accaduto un anno fa, vale a dire la caduta del bimbo francese nella cannoniera del baluardo San Regolo, con il padre che si lanciò per andargli in aiuto) «è una cosa un po’ montata, che più si continua a parlarne, più cresce, fino a farla diventare un drammore. Le reti sono la soluzione peggiore. Sono orribili questi “affari” di plastica e ferro: non si può fare una cosa così brutta alle Mura, il maggiore monumento lucchese». Tantopiù che, sottolinea, «i lucchesi non sono mai caduti: gli incidenti capitano a chi sottovaluta il problema».

Secondo la soprintente, dottoressa Angela Acordon, il provvedimento delle reti metalliche nei sei punti giudicati a rischio dall’autorità giudiziaria «va vissuto come misura temporanea. Se il procuratore dice che le Mura vanno messe in sicurezza, il Comune cosa deve fare. Noi siamo tenuti a dare solo pareri tecnici sulle autorizzazioni».

Il Comune, oltre ad avere ottemperato la segnalazione dell’autorità giudiziaria, sta lavorando per dare il via al piano di lavori messo a punto in accordo con la Soprintendenza, per il quale ha ottenuto un finanziamento di due milioni del Fondo sociale europeo. Soldi che dovranno essere utilizzati a stretto giro, pena il loro ritiro. «È tutto pronto per partire con i lavori di messa in sicurezza delle Mura - spiega il sindaco Alessandro Tambellini -, compresa l’installazione delle ringhiere suggerite dall’autorità giudiziaria e che già esistono in alcuni punti. I poggi inoltre saranno portati all’altezza di un metro». —

Barbara Antoni
 

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