Proteste
Imprenditore lucchese truffato fa un esposto contro Lyoness
LUCCA. Ha investito quasi diecimila euro credendo che potesse essere un’opportunità interessante per la sua azienda, ma nonostante le tante promesse, il ritorno è stato pari a zero. E sono partite le denunce. Il 24 agosto è stato presentato alla Guardia di Finanza di Lucca, da un giovane imprenditore che risiede in provincia, il primo esposto in Toscana contro Lyoness nell’ambito dell’azione promossa da Studio3A-Valore.
Alla società specializzata nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini si sono affidate (finora) 296 persone da tutta Italia per riavere indietro le somme investite - in totale 2 milioni e 539mila euro - nella nota shopping community, sanzionata dall’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato con una multa di 3,2 milioni: «Il sistema di promozione usato per diffondere fra i consumatori una formula di acquisto di beni con cashback (la restituzione di una percentuale del denaro speso negli esercenti convenzionati) è scorretto in quanto integra un sistema dalle caratteristiche piramidali, fattispecie annoverata dal Codice del Consumo tra le pratiche commerciali in ogni caso ingannevoli», recita il provvedimento. Di questi 296, 22 sono toscani.
L’imprenditore è entrato in contatto con questo “mondo” nell’aprile 2017 tramite un amico che pensava potesse trattarsi di un progetto utile per aumentare i clienti. Alla prima serata di presentazione gli è stato illustrato il cashback, sistema di multilevel marketing basato sul coinvolgimento di un numero sempre maggiore di consumatori a cui, attraverso l’acquisizione di una card, si prospettano vantaggi vari, a partire dagli shopping point e dai bonus amicizia ottenuti con gli acquisti negli esercizi affiliati e da quelli effettuati dai consumatori che a propria volta si invitano (lo sconto è solo dello 0,5%). All’inizio intendeva solo convenzionare la sua azienda, cosa che poi ha fatto, ma i referenti di zona della community hanno presto iniziato a esercitare un “pressing asfissiante” perché passasse al “business vero”: diventare Premium Marketer, “sviluppatore” del sistema, attività che si alimenta sul reclutamento nel circuito di nuovi aderenti.
Qui però è iniziata l’emorragia di soldi: per avviare una propria carriera di promotori nella “catena” viene chiesto con insistenza il pagamento di varie quote, dietro la promessa che poi l’investimento sarà rapidamente recuperato: solo quella d’ingresso, che il giovane ha dovuto versare come tutti i Marketer, è di 2.400 euro, ma poi, ogni volta che Lyoness avvia un nuovo progetto di cashback in un altro Paese, ne viene “caldeggiata” un’altra, cloud, di 1.500 euro per trarre vantaggi anche in quel mercato. In totale ha investito quasi 10mila euro, per avere un ritorno nullo. L’imprenditore ha compreso presto che qualcosa non andava perché le quote cloud che aveva pagato non gli venivano accreditate dal referente Lyoness di Lucca, tanto da doversi rivolgere ai carabinieri: solo dopo la minaccia di denuncia è avvenuta la transazione. —
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