Gioco
Dagli scavi nell’area militare spuntano scarti di cartiera
Caso sollevato dal consigliere Gaetano Ceccarelli. Menesini chiede chiarimenti Preoccupa la vicinanza alla falda acquifera in una zona ricca di pozzi artesiani
. Scarti industriali sono stati rinvenuti nei terreni dell’area militare di Tassignano durante i lavori per la realizzazione dell’hangar. Scarti sotterrati e probabilmente risalenti a qualche anno fa. Apparentemente si tratterebbe di pulper, o comunque qualcosa di analogo a rifiuti prodotti dall’industria cartaria.
A segnalare il caso è stato il consigliere comunale di zona Gaetano Ceccarelli, il quale ha già presentato un’interpellanza per fare luce sul presunto illecito e portare la questione in consiglio. Si tratta infatti di una scoperta che preoccupa, data la vicinanza dei terreni dove sono stati rinvenuti i rifiuti alla falda acquifera, in una zona peraltro non servita dall’acquedotto pubblico ma dove si continua ad attingere l’acqua dai pozzi artesiani. Al momento non sarebbe stata aperta nessuna indagine, ma il sindaco Luca Menesini ha già informato le autorità militari che hanno affidato a una ditta l’interventi nell’area (che è di proprietà dell’esercito).
Ceccarelli, capogruppo della lista civica Popolari e Moderati, chiede chiarezza sul quel ritrovamento: «In conseguenza ai lavori di scavo per la costruzione del nuovo hangar destinato agli aviolanci di paracadutisti militari – si legge sull’interrogazione – secondo diverse e circostanziate segnalazioni di abitanti della zona, alcune corredate da foto, pare siano stati portati alla luce anche pulper o materiali similari comunque riconducibili a prodotti di scarto del processo di lavorazione della carta».
Una presenza che, prosegue il documento, se accertata «impone la bonifica integrale dell’area con lo smaltimento degli scarti in conformità alle normative. È noto che il pulper contiene plastiche, metalli e inchiostri, quindi inquinanti».
Ceccarelli evidenzia, per inquadrare meglio la problematica e il possibile impatto per l’ambiente e le famiglie, come la falda acquifera nell’area si trovi «in prossimità del piano di campagna nei periodi di morbida (la portata compresa fra quella di piena e quella di magra) e la zona è sprovvista di acquedotto pubblico, e per l’approvvigionamento idrico si utilizzano pozzi privati che attingono direttamente alla falda locale, e l’area oggetto del presunto smaltimento illecito di rifiuti si trova a poco più di 100 metri dal nucleo densamente abitato». Tutto ciò spiega perché tra i residenti nelle vicinanze e non solo «c’è forte preoccupazione e si attendono risposte chiare ed esaustive».
Intanto il sindaco Menesini ha già chiesto chiarimenti sulla vicenda alle autorità militari competenti sui lavori in corso a Tassignano. «Ci attendiamo risposte in tempi brevi – conclude Gaetano Ceccarelli – e auspichiamo sviluppi positivi e tranquillizzanti, ma è comunque doveroso mantenere alta la guardia sul caso a fianco della cittadinanza».
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