Il Tirreno

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soldi e sanità  

Controlli su falsi esenti e mancate disdette Asl invia 28mila avvisi ai furbetti del ticket

Gianni Parrini

Chi non ha versato quanto dovuto e chi non si è presentato all’appuntamento col medico adesso dovrà pagare

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LUCCA. In arrivo 28mila avvisi ai falsi esenti e a chi non si è presentato all’appuntamento: l’Asl deve recuperare oltre 700mila euro per ticket non pagati. L’azienda sanitaria batte cassa e manda le lettere con gli avvisi bonari a 11.344 cittadini lucchesi che al momento di prenotare una visita e pagare il ticket non hanno dichiarato il loro vero reddito e pertanto hanno versato una cifra inferiore a quella dovuta o addirittura non hanno pagato niente. Ci sono da recuperare 364mila euro.

Come funziona

Fino all’ottobre 2014 l’importo del ticket era determinato in base all’autocertificazione nella quale il cittadino indicava la propria fascia di reddito. Succedeva ogni qualvolta ci si presentava in farmacia per acquistare un farmaco o agli ambulatori per fare una visita. Con il passaggio alla ricetta elettronica la posizione economica è ricavata direttamente dalla banca dati dell'Agenzia delle Entrate e dell'Inps e i dati indicati in ricetta non possono essere modificati. Sulla base di questi viene calcolato il ticket, ovvero il costo di compartecipazione alla spesa da parte del cittadino. Ogni esame ha un costo fisso (per tac e risonanze, ad esempio, è di 38 euro) a cui si aggiunge il ticket modulato sulla base del reddito. Quattro sono le fasce previste dalla Regione: da 0 a 36.000 euro, da 36.000 a 70.000, da 70.000 a 100.000 e oltre 100.000. Su queste viene calcolato il ticket. Il principio è semplice: chi guadagna di più, paga di più. Sotto i 36.000 si è esentati. Il base a questo principio il ticket oscilla tra gli 0 e i 34 euro.

Evidentemente molti cittadini non sono stati proprio sinceri al momento della comunicazione del reddito e o quantomeno sono risultate delle differenze tra il codice che l’azienda sanitaria si ritrova sulla ricetta o sulla prenotazione e i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, basati sulle ultime dichiarazioni del cittadino contribuente. Nella maggioranza dei casi si tratta di falsi esenti, cioè pazienti che al momento di comunicare il proprio reddito hanno sostenuto di non dover dare nulla per l’accertamento medico, perché disoccupati o a basso reddito. Ma tali esenzioni, alla prova dei fatti, non hanno trovato riscontro. Ma non è detto che si tratta solo di persone disoneste. C’è anche chi era disoccupato e non lo è più, oppure chi ha incrementato il proprio reddito a seguito di un avanzamento di carriera o di una promozione. Fatto sta che i conti non tornano e ora l’Asl va a bussare alla porta dei cittadini che non hanno versato il dovuto. Per il momento si tratta di avvisi bonari di pagamento, ma qualora l’azienda non dovesse ottenere risposta si passerebbe alle ingiunzioni.

Mancate disdette

Non finisce qui: l’Asl sta inviando gli avvisi di pagamento anche a tutti coloro che hanno prenotato una visita o un esame e poi non si sono presentanti. Se non viene data disdetta entro le 48 precedenti l’appuntamento, è necessario pagare per intero il ticket, come se la prestazione fosse stata fornita. Le lettere sono 16.819 per un totale di 358mila euro. —

Gianni Parrini

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