Attenzione
Bimbo precipitò da Mura nessun risarcimento per i genitori “distratti”
LUCCA. La locuzione latina calza a pennello: tot capita, tot sententiae (tradotto: tante teste, tanti pareri). Il caso del bimbo francese di 5 anni precipitato con la bici dalle Mura urbane assieme al padre che sta provocando una battaglia senza esclusione di colpi tra la procura e i legali degli indagati con l’amministrazione comunale che, senza lo straccio di un’imposizione o di un’ordine da parte dell’autorità giudiziaria, tappezza le Mura di inguardabili reti metalliche, ha dei tratti in comune con un episodio avvenuto 22 anni fa. Sempre sulle Mura e sempre legato ad un bimbo che sfugge al controllo dei genitori e precipita da un baluardo. Una coppia di turisti emiliani, padre e madre del piccino che si procurò gravi lesioni, intentò una causa all’allora amministrazione comunale con richiesta di risarcimento danni. I genitori si erano messi a fare un picnic sull’erba nelle vicinanze di un baluardo mentre i bimbi, tra cui il piccino precipitato, scorazzavano tranquillamente incuranti del pericolo senza che i genitori li tenessero per mano o li controllassero. All’epoca non c’erano tutti i cartelli di divieto che ci sono oggi (in tutte le lingue e legati anche alla proibizione per i minori di 10 anni di circolare in bici), ma i giudici (la causa era collegiale perché avvenne prima dell’introduzione del monocratico) assolsero il Comune, assistito allora dall’avvocato Senesi, dall’obbligo di risarcire respingendo la richiesta dei genitori per omessa vigilanza a loro imputabile. —
L.T.
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