Gioco
In Provincia trenta assunzioni in tre anni fra tecnici, amministrativi e poliziotti
Il presidente Menesini al talk show del Real Collegio: «Per l’istituto Giorgi diverse ipotesi, l’inizio anno sarà regolare»
lucca. Trenta assunzioni da ora al 2021. La Provincia, dopo anni di difficoltà finanziarie che l’hanno portata sull’orlo del dissesto di bilancio, torna a rimpinguare una pianta organica fortemente dimagrita dopo il passaggio di centinaia di dipendenti alla Regione e ai Comuni.
La notizia è stata data nella serata di martedì al “talk show” che ha visto il presidente di Palazzo Ducale Luca Menesini rispondere alle domande di Paolo Mandoli nel chiostro di Santa Caterina al Real Collegio.
«Si tratta - ha spiegato Menesini - soprattutto di figure che serviranno per l’ufficio tecnico. E poi di personale per la polizia provinciale e anche per i servizi finanziari. Bisogna considerare che la Provincia è passata dai 570 dipendenti di prima della riforma ai 180 attuali». Il fabbisogno di personale di Palazzo Ducale è stato inserito all’interno del bilancio preventivo per il 2019, approvato a primavera, dopo che l’ente ha superato indenne il rischio del dissesto finanziario: «Ed è stato un rischio concreto - ha detto Menesini - perché l’80% delle risorse proprie che la provincia ancora ha vanno a Roma. Decisiva, per salvarci, è stata la vendita dell’immobile della questura. Poi, dopo la bocciatura della riforma costituzionale che prevedeva l’abrogazione delle Province, nelle due ultime finanziarie sono arrivati un po’ di fondi. E la Provincia di Lucca è riuscita anche a vincere alcuni bandi. Tutto questo ci permette di tornare ad assumere».
le scuole
Una delle principali funzioni rimaste in capo alla Provincia (e dei più importanti capitoli di spesa) è quella delle scuole superiori. «L’anno scorso - ha detto Menesini - abbiamo avuto una grande emergenza, quella del Paladini-Civitali, che abbiamo gestito bene. Quest’anno il problema più importante, pur con numeri diversi, è quello del Giorgi». La scuola di via del Giardino botanico, infatitti, non è agibile e per questo la Provincia sta cercando un posto per sistemare circa 200 ragazzi. Per questo sarà fatta una manifestazione di interesse, anche se, spiega il presidente, «ci sono diverse ipotesi in campo che permetteranno un inizio regolare dell’anno scolastico». Fra queste quella dell’ex scuola dei frat a Saltocchio, «che è stato un istituto di istruzione fino a pochi anni fa e che quindi soddisfa i requisiti di legge. Perché, come abbiamo visto con il Paladini-Civitali, è un problema spostare una scuola in un edificio che non ha quella destinazione». Sia la nuova sede del Giorgi (al Fermi) che la ristrutturazione del Civitali-Paladini sono progetti finanziati grazie ai mutui della Banca europea degli investimenti: «Qualche settimana fa - annuncia Menesini - c’è stata la firma e questi fondi sono stati sbloccati». Fondi anche per rifare l’ex Cavallerizza a financo del Real Collegio che diventerà una palestra per le superiori: i lavori dovrebbero partire nella primavera del 2020.
gli assi viari
L’altro grande tema affrontato martedì sera è stato quello delle infrastrutture. Sugli assi viari Menesini ha ribadito - soprattutto in veste di sindaco di Capannori - la contrarietà a un’opera che non risolve i problemi di attraversamento dei centri abitati da parte del traffico, in particolare quello pesante. Tuttavia, i toni sono ben più morbidi rispetto alla contrapposizione frontale fra Capannori e Lucca di qualche mese fa: «Se prendiamo le osservazioni che il Comune di Lucca, quello di Capannori e la Provincia hanno inviato ad Anas e ministero, vediamo che in gran parte coincidono. Ad ora non abbiamo avuto notizie, la speranza e la fiducia è che le grandi opere si facciano in accordo con i territori». Sul ponte sul Serchio confermato il programma che prevede a breve la gara e l’affidamento dei lavori a primavera del 2020, con un cantiere che rimarrà aperto per due anni. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
