Il Tirreno

Lucca

LA DECISIONE DEL GIUDICE 

Allontanato da casa il quarantenne alcolista che minaccia la madre

L.T.
Allontanato da casa il quarantenne alcolista che minaccia la madre

Attenuata la misura restrittiva degli arresti domiciliari Adesso non potrà avvicinarsi all’abitazione della donna

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LUCCA. Le aggressioni reiterate del quarantenne che venerdì pomeriggio aveva minacciato di morte la madre causando danni alle suppellettili di casa sono il frutto di un abuso da sostanze alcoliche. Una situazione di grave disagio che la perdita del lavoro ha contribuito ad acuire costringendolo ad utilizzare anche farmaci anti depressivi. Questa condizione di precario autocontrollo mista a una componente di aggressività ha indotto il giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci ad attenuare la misura custodiale come richiesto dal legale dell’imputato, l’avvocato Cristiano Baroni.

Per l’ex operaio ultra quarantenne residente nella periferia cittadina non più arresti domiciliari chiesti dal sostituto Paola Rizzo dopo l’arresto in flagranza eseguito dalla volante della polizia con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Ma per il quarantenne alcolista che ha minacciato di morte l’anziana madre il divieto di fare rientro senza autorizzazione del giudice nella casa familiare della periferia cittadina dove risiede con la mamma e, contestualmente, il divieto di avvicinarsi sia alla congiunta che alla casa materna mantenendosi a non meno di 100 metri dalla dimora e dalla persona offesa. La pensionata infatti era minacciata abitualmente dal figlio alcolista che, in un’occasione, brandendo un coltello per impedirle di entrare in casa la minacciò dicendole che era pronto a lanciarglielo. Secondo la polizia il disoccupato non si sarebbe limitato a minacciare di morte la madre, ma per indurla a consegnare i soldi per l’acquisto di super alcolici, avrebbe distrutto quadri, specchi, mobili e suppellettili.

ASSENZA DI STRUTTURE

Ma il provvedimento del giudice non può ovviare alla problematica esistente in tutti questi casi legati ad una dipendenza (che sia alcol o droga) o a fattori di natura psichiatrica. Con la disposizione dell’immediata liberazione e l’invio alla cancelleria per gli adempimenti di ps, il soggetto viene affidato in carico ai servizi sociali e assistenziali del territorio. Non ci sono strutture in grado di ospitarlo e soprattutto di cercare di curarlo dalla dipendenza dall’alcol. Una carenza legislativa che dev’essere colmata se non vogliamo assistere al dilagare del fenomeno. —

L.T.

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