Gioco
«La soluzione per il degrado? Chiudere piazza San Carlo»
La proposta arriva dal vicino ristorante “All’Olivo” testimone dei bivacchi in zona, l’assessora Mercanti: «I fondi sono privati. Pronti a sostenere chi investirà»
lucca. «La chiudessero una volta per tutte, piazzetta San Carlo. Almeno non dovremmo avere ogni giorno, davanti agli occhi, il degrado che invece siamo costretti a subire». Lo sfogo arriva dal ristorante “All’Olivo” della vicina piazzetta San Quirico. . La notizia dello svenimento della minorenne – data attraverso le pagine del Tirreno – circola già da qualche ora. È stato un residente (la cui abitazione ha un affaccio su piazzetta San Carlo) a riprendere la scena con il telefono. Al ristorante “All’Olivo” dicono di non essersi accorti di nulla, sabato sera. Ma ciò che è noto, invece, è il degrado di quella zona, denunciato più volte anche al Comune. «Chi conosce quell’area la evita – proseguono dal locale –. Ci sono bivacchi, c’è chi fuma e chissà cos’altro. Spazzatura abbandonata per terra, e un forte odore di urina che si appiccica alle narici».
È così da anni, ormai. Da quando le sette attività commerciali, una dopo l’altra, hanno deciso di migrare altrove. E quello che resta, ora, è soltanto il triste spettacolo che si trova di fronte chi imbocca lo stretto vicolo, da via Santa Croce, fino ad arrivare alla piazzetta tutta circondata da edifici. Non che rimanga molto da vedere: solo fondi sfitti, con gli infissi coperti da fogli di carta da pacchi. Alcune paia di scarpe, ormai demodé, giacciono abbandonate in quella che un tempo era la vetrina di un negozio. I vandali, poi, hanno fatto il resto: scritte con chiari richiami alla droga e murales, ovunque. Alcuni cartelli – messi da qualche residente stanco degli schiamazzi – ammoniscono: «Area videosorvegliata. In caso di bivacco si chiama la Polizia». Ma chi popola la zona non sembra preoccuparsene. E a riaprire la polemica sulla sicurezza della piazzetta (che si trova a una cinquantina di metri, in linea d’aria, dalle centralissime via Fillungo e via Santa Croce), è la vicenda della ragazza svenuta. Non è da sola, quando si sente male: ci sono gli amici, con lei. Provano a farla riprendere. È sull’orlo del coma etilico, racconta chi ha fatto i video. Intorno passano delle persone a passeggio, ma svicolano veloce; chi prova ad avvicinarsi, invece, viene allontanato in malo modo. «Fatevi i c...i vostri», gridano i ragazzi. Sono le 23 quando il nostro testimone rientra a casa. C’è un’ambulanza, a quel punto, che carica la giovane, la trasporta in ospedale.
«Questa è solo la punta dell’iceberg – concludono dal ristorante – . Se nessuno affitta i fondi commerciali, sarebbe meglio per tutti che la piazzetta fosse chiusa al pubblico. Si risolverebbe così il problema per una delle zone più degradate della città».
Dal canto suo, l’amministrazione comunale sottolinea come i fondi siano di proprietà privata. «Il progetto di rendere piazzetta San Carlo un polo commerciale non è mai decollato – spiega l’assessora al Commercio, Valentina Mercanti –, non è una zona di flusso, e turisti e visitatori difficilmente ci passano. Questo spiega la migrazione di massa delle attività. Tutto deve partire dai privati ma noi, come Comune, siamo aperti a un confronto». Ma l’ipotesi che la piazzetta si riapra al commercio e torni a brulicare di persone sembra al momento remota. Serve una soluzione, al più presto. Per togliere un lembo di città dalle mani dei balordi. —
Martina Trivigno
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