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La richiesta del comitato: «Il Comune torni indietro»

La richiesta del comitato: «Il Comune torni indietro»

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lucca. «Non è affatto vero che il progetto della piazza Coperta” nell’area Gesam è cambiato e che sono state accolte le istanze dei cittadini». Torna all’attacco il comitato di San Concordio, dopo il consiglio comunale aperto sui progetti che l’amministrazione ha previsto per la frazione. «L’intervento edilizio, sul quale non c’è stato mai nessun confronto pubblico con i cittadini – prosegue il comitato –, è esattamente lo stesso di prima: un enorme edificio fuori contesto e fuori misura, dalla base di 2.400 metri quadri e l’altezza prevista di circa 16 metri. Non è una novità che non vi vengano fatti uffici e negozi: il progetto edilizio dello Steccone era definitivamente morto e sepolto 10 anni fa, e non solo per l’opposizione dei cittadini e l’intervento della magistratura, ma perché da molti anni non c’era più alcun interesse economico né sostenibilità finanziaria a realizzarlo». «Tutto quello che questa amministrazione ha fatto – sottolineano i membri del comitato –, il giorno prima del consiglio comunale aperto del 31 luglio, è stato di aver annunciato il cambio del nome da: piazza Coperta a Officine del Porto. Nome che è una contraddizione in termini, perché alla nuova costruzione viene dato il nome di quello che la nuova costruzione distrugge in maniera definitiva». «Non è cambiando il nome – aggiunge il comitato – che cambia la sostanza dell’intervento edilizio della piazza Coperta, che è, e rimane, devastante per l’area Gesam, perché ne pregiudica in maniera irreversibile una corretta riqualificazione, basata sul recupero del Porto e del Chiesone». «Ci aspettiamo che, sulla piazza Coperta – conclude –, l’amministrazione torni sui suoi passi, ascoltando le ragioni del buon senso». –



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