Il Tirreno

Lucca

 

Giù alla Villa la saracinesca del “Pastrengo”, Bruno Cerchi concentra l’attività a Fornoli

Emanuela Ambrogi
Giù alla Villa la saracinesca del “Pastrengo”, Bruno Cerchi concentra l’attività a Fornoli

Negozi storici: la riorganizzazione arriva dopo oltre cinquanta anni dall’inizio dell’avventura del fotografo nel salotto buono di Bagni

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Chiude oggi alla Villa lo storico negozio di fotografia di Bruno Cerchi “Pastrengo”, per oltre cinquant’anni attività di prestigio ed eccellenza nel salotto buono di Bagni di Lucca, in via Umberto I. Cerchi, per molti anni collaboratore anche del Tirreno, non abbandona la Villa per il calo di residenti e frequentatori (ormai le attività commerciali sono sempre più rarefatte), il motivo è un altro: il fotografo vuole concentrare l’attività nel vicino negozio di Fornoli (ne ha un altro a Marlia) dove dispone dei più moderni macchinari che gli consentono di essere ricercatissimo, oltre che per matrimoni, eventi e album di ogni genere, per i cataloghi e depliant di aziende di tutta Italia. «La mia non è una fuga dalla Villa perché lì si lavora meno – dice Cerchi – mi riorganizzo nel grande fondo di Fornoli per ottimizzare il lavoro. Andare continuamente su e giù col materiale era una perdita di tempo e un costo. Con nuovi macchinari e altri investimenti, a Fornoli siamo in grado di dare ai clienti un ulteriore servizio, migliorato. Nessuno in provincia ha attrezzature per la stampa come le nostre. In un momento di grande crisi anche per i laboratori di fotografia più noti, noi reggiamo il colpo grazie all’innovazione. Per esempio a Marlia arrivano persone anche da Lucca e dalla periferia». Per le quattro dipendenti lavorano da Pastrengo da anni non cambierà niente, anche se il negozio chiude.

“Storico” tra l’altro si può considerare anche l’esercizio di Fornoli, aperto da quaranta anni. Alla Villa tuttavia dispiace perdere una figura incisiva come Cerchi. La gente lo ricorda fin dai tempi delle scarpinate, insieme al giornalista Mario Olivieri, per fotografare i più grandi artisti e i personaggi degli anni Sessanta. Celebre è poi la foto scattata alla famiglia Kennedy al Ciocco, ma tantissimi sono anche i matrimoni e le cerimonie immortalate da Pastrengo, come tanti sono i fatti che per molti anni ha documentato per i lettori del nostro giornale. È uno scrigno di ricordi l’attività di Bruno Cerchi, premiato nel 2015 alla Camera di Commercio per i suoi 50 anni di professione. Da sempre le sue grandi capacità e le sue intuizioni sono al servizio della comunità, di cui è un pilastro, una memoria vivente.

«Ho cominciato a lavorare nel campo della fotografia a 16 anni – racconta – imparai primi rudimenti come apprendista nello studio fotografico di mio zio, Eugenio Serafini, nella centrale via Umberto alla Villa quando ancora erano in uso le macchine a soffietto». Dopo soli due anni sentì però il bisogno di mettersi in proprio. «È vero, iniziai la mia nuova attività il 4 aprile 1964 allestendo il laboratorio “Fotocine Bruno Cerchi”. Il mio forte erano i matrimoni e presto il mio raggio di azione si allargò. Avevo clienti in tutta la Toscana, mi è capitato di lavorare anche all’estero, in Francia, Svizzera e Germania. Nel 1965 conobbi Mario Olivieri, giornalista di cronaca dello spettacolo per Il Telegrafo e altri giornali. Nacque un sodalizio andato avanti per quattro anni. La nostra base di lavoro era la Bussola di Sergio Bernardini».

Cerchi ha fotografato tutti gli artisti che sono passati in quegli anni dal locale: Mina, Aznavour, Celentano, Ornella Vanoni: «Ricordo l’esclusiva in Italia per le foto a Tom Jones nel suo momento d’oro, mi sembra nel 1966. La mia carriera nella mondanità si concluse con un servizio con Josephine Baker, dopo aver rischiato una rissa a Ronchi, da Oliviero, dove fotografai Paola Di Liegi nonostante il cordone di guardie del corpo che tentavano di tenermi lontano dalla principessa». —

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