Gioco
Auto d’epoca incendiate si attende il rapporto dei vigili
LUCCA. Le fiamme sono spente ma il fuoco delle polemiche e dei sospetti continua a bruciare. L’incendio avvenuto nella notte tra venerdì e sabato su via Nazionale continua a muovere una ridda di ipotesi. Partiamo dai fatti: attorno alle 23,30 i vigili del fuoco sono intervenuti in un capannone a pochi passi dall’ex iutificio. Lo stabile stava andando a fuoco e con esso, oltre agli scarti di lavorazione presenti all’interno, bruciavano alcune automobil. Nello specifico una Toyota cabrio e una Volkswagen Passat. Danneggiata dalle fiamme (per fortuna in modo lieve) anche una Rolls Royce, una vettura che da sola vale diverse decine di migliaia di euro.
I vigili del fuoco hanno lavorato diverse ore per spegnere le fiamme e bonificare l’area. Da un primo sopralluogo non sembrano essere emerse tracce di dolo, si pensa piuttosto che le fiamme si siano state scatenate da una fuga di gas. Delle indagini si occupa la polizia, intervenuta sul posto con gli uomini della squadra volanti, diretti dal commissario Fabio Scalisi. In questura si attende la relazione dei vigili del fuoco per avere un quadro più chiaro.
Ma perché un normale incendio desta tanto clamore? Il motivo è geografico e non solo. Accanto al capannone andato a fuoco, di proprietà di un imprenditore svedese che al momento si trova in giro per il mondo, c’è lo studio televisivo in cui l’ex patron rossonero Arnaldo Moriconi registrava alcune puntate di una trasmissione sportiva dedicata al calcio. Proprio in quel capannone Moriconi teneva alcune auto d’epoca (Ferrari e Lamborghini a detta di chi le ha viste).
Il luogo, la presenza delle auto d’epoca e il fatto che Moriconi sia inviso a molti tifosi rossoneri per la vicenda Lucchese, ha indotto a pensare che potesse trattarsi di un atto doloso e delinquenziale contro di lui. Ma al momento la polizia e lo stesso Moriconi escludono questa ipotesi. —
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